Addio definitivo alla Lega e a Mimmo Turano: Eleonora Lo Curto rompe gli indugi e chiude il capitolo

Tradimenti politici e promesse mancate: le reali ragioni della rottura ed il nuovo percorso politico

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
31 Agosto 2026 18:04
Addio definitivo alla Lega e a Mimmo Turano: Eleonora Lo Curto rompe gli indugi e chiude il capitolo

L'On. Eleonora Lo Curto annuncia il suo addio definitivo alla Lega e a Mimmo Turano, denunciando il mancato rispetto di accordi politici e promesse elettorali, dalle dimissioni da deputato regionale mai arrivate alla gestione delle candidature locali. Lo Curto rivendica i risultati ottenuti per il territorio trapanese e motiva la rottura con profonde distanze politiche rispetto alla linea nazionale del partito, citando in particolare la candidatura di Vannacci, le perplessità sul Ponte sullo Stretto e la contrarietà all'autonomia differenziata:

La dichiarazione integrale:

Lealtà e chiarezza? È davvero singolare che a pretenderle sia proprio Mimmo Turano, professionista della slealtà e campione di tradimenti politici. Prima di dispensare lezioni di coerenza, Turano dovrebbe ricordare come sono andate realmente le cose. È stato lui, democristiano di antica data, a mettere fuori gioco l’UDC per organizzare, insieme a Luca Sammartino, la lista della Lega in Sicilia. Ed è stato sempre lui a sostenere, davanti a più persone, che in provincia di Trapani la Lega avrebbe avuto due rappresentanti: uno eletto all’Assemblea regionale e uno destinato al Governo regionale. In quella prospettiva, qualora fosse stato eletto lui, sarei dovuta entrare in Giunta. Il mio errore, lo riconosco, è stato quello di credere nella sua lealtà.

Avrei avuto la certezza di essere eletta nella lista dove confluirono gli ex UDC. Ho invece deciso di fidarmi di Turano e di Sammartino, credendo nella loro promessa e in un sincero gioco di squadra.

Sapevo perfettamente che la Lega avrebbe potuto penalizzare il mio consenso. Quel simbolo era ancora inviso a una parte significativa dell’elettorato siciliano e Salvini, per anni, era stato percepito come il leader di un partito del Nord ostile al Mezzogiorno. Nonostante questo, ho scelto di metterci la faccia, affidandomi alla parola che mi era stata data. I miei oltre cinquemila voti sono stati determinanti. Senza quel consenso, la Lega non avrebbe conquistato il seggio in provincia di Trapani e, di conseguenza, non avrebbe avuto la forza politica per esprimere un assessore. 

Poi, però, qualcosa è cambiato. La domanda è semplice: chi ha tradito la promessa fatta?Chi ha beneficiato di un ruolo che, secondo gli accordi assunti, avrebbe dovuto aprire la strada anche alla mia presenza al Governo regionale? È vero: avrei potuto rompere immediatamente con la Lega e con Turano. Non l’ho fatto. Sono rimasta compostamente al mio posto, accettando anche il ruolo di Commissaria provinciale della Lega in provincia di Trapani, nella convinzione che Turano avrebbe mantenuto la parola data e rassegnato le più volte annunciate dimissioni da deputato regionale, dimissioni che, come egli stesso sosteneva, non gli avrebbero fatto perdere il ruolo di assessore.

Anche questo non è avvenuto. Questi sono i fatti. E sono fatti che, all’interno del Partito, conoscono tutti, nessuno escluso. Se necessario, sono in grado di documentarli. La mia storia politica parla chiaro e Turano la conosce bene. Sono stata tra le fondatrici di movimenti autonomisti: con Bartolo Pellegrino ho contribuito alla nascita di Nuova Sicilia e con Raffaele Lombardo a quella del Movimento per l’Autonomia.

Ho sempre creduto che la Sicilia meritasse una storia politica diversa: libertà dal centralismo romano, autonomia, dignità e capacità di decidere il proprio futuro senza essere subalterna ai partiti nazionali. È anche per questo che, quando aderii alla Lega, cercai di giustificare quella scelta pensando che il partito avesse cambiato pelle e potesse realmente trasformarsi in una forza capace di rappresentare le istanze dei territori. Oggi devo prendere atto che quella trasformazione non è avvenuta.

La Lega continua a essere percepita da una parte importante dell’elettorato siciliano come il partito che per anni ha rappresentato gli interessi del Nord in contrapposizione a quelli del Mezzogiorno. E a questa distanza si sono aggiunte posizioni su Europa, diritti civili e politica internazionale sempre più lontane dalla mia cultura politica. La candidatura di Vannacci alle elezioni europee ha rappresentato, da questo punto di vista, un ulteriore momento di distanza politica e culturale. Non si tratta di una questione personale, ma della direzione politica che quella candidatura ha rappresentato e nella quale non mi sono riconosciuta la speranza di vedere finalmente realizzato il Ponte sullo Stretto non supera la mia grande preoccupazione per la riforma Calderoli sull’autonomia differenziata, che rischia di rappresentare per l’intero Mezzogiorno un’ulteriore, pesantissima mazzata, soprattutto per un sistema sanitario già fragile e caratterizzato da profonde diseguaglianze territoriali.

Su questo tema ho già scritto e mi sono espressa con chiarezza: l’autonomia nella quale ho sempre creduto è quella che restituisce potere, responsabilità e dignità ai territori, non quella che rischia di aumentare ulteriormente le distanze tra cittadini italiani.

Le elezioni amministrative di Marsala hanno segnato il punto di rottura definitivo. Lì ho avuto la conferma di quanto fosse ormai profonda la distanza tra la mia storia, il mio elettorato e il progetto politico che Turano pretendeva di rappresentare. Mentre sarebbe stato necessario costruire una lista seria, forte e rappresentativa del territorio, Turano ha scelto di concentrarsi sulla candidatura di soli uomini a sostegno della sua storica candidata. L’elezione dell’avvocato Duilio Piccione, mio carissimo amico, al quale avevo chiesto il sacrificio della candidatura proprio per garantire il seggio alla lista, ha segnato il punto di non ritorno nei miei rapporti politici con Turano.

Ancora una volta, aveva promesso, quotidianamente e davanti a numerose persone, fino ad arrivare a garantirlo persino a Salvini, che si sarebbe dimesso. Ancora una volta, la promessa non è stata mantenuta. Infatti, mantiene il doppio incarico di deputato e assessore. I risultati restano, nonostante tutto. In questi anni ho continuato a lavorare per la provincia di Trapani, indipendentemente dalle appartenenze e dalle convenienze politiche.

Da parlamentare regionale ho contribuito a far arrivare oltre 40 milioni di euro di investimenti sul territorio: dal finanziamento di Piazza Mameli a Marsala agli interventi per l’aeroporto di Birgi, fino a numerose opere pubbliche nei comuni della provincia. Sono risultati concreti che rivendico con orgoglio e che considero patrimonio del territorio, non di una singola parte politica. Anche il consenso elettorale racconta una storia precisa. Alle elezioni regionali del 2022, con oltre cinquemila preferenze, ho quasi raddoppiato il consenso personale ottenuto nella precedente esperienza elettorale. Un risultato che avrebbe dovuto essere valorizzato e che, invece, è stato sostanzialmente ignorato.

Le ultime elezioni amministrative hanno confermato il disagio di un elettorato che continua ad avere fiducia nella mia persona, ma non si riconosce più nel simbolo della Lega. Non posso ignorare quel messaggio. La lealtà, per me, non è mai stata fedeltà cieca a un partito. È fedeltà alla parola data, rispetto degli elettori e coerenza con la propria storia. Ed è proprio della mia lealtà e della mia chiarezza che vado fiera. Non temo smentite, perché ho sempre avuto cura di poter dimostrare ciò che affermo. Per quanto mi riguarda, dunque, non devo alcuna spiegazione a Mimmo Turano né alla Lega. Considerato, inoltre, che la Lega sembra avere più di qualche problema di consenso non soltanto in Sicilia ma anche a livello nazionale, mi permetto di dare a Turano un consiglio: se proprio vuole cercare una candidatura alle prossime elezioni politiche, forse farebbe bene a chiederla in un collegio del Nord.

Quella della candidatura alle politiche è, del resto, l’ennesima promessa che Turano ripete nella speranza di riuscire a costruire una lista in provincia di Trapani per le prossime elezioni regionali. Una storia che, a forza di essere ripetuta, rischia ormai di diventare una barzelletta.Io, invece, una certezza ce l’ho.Il mio futuro politico non prevede alcun rapporto con la Lega. Perché la mia storia politica viene prima di qualsiasi partito.E quella storia parla di Sicilia, autonomia, libertà, Europa, diritti e rispetto delle persone.

Non ho intenzione di rinunciarvi per nessuna tessera di partito.

Eleonora Lo Curto

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