Marsala, sistema di assunzioni in cambio di voti: sei indagati verso l’udienza preliminare
Il prossimo marzo 2026, presso il Palazzo di Giustizia di Marsala, si terrà udienza preliminare per un caso di presunta corruzione che scuote le fondamenta della politica locale. I Sostituti Procuratori Diego Sebastiani e Sara Varazi hanno richiesto il rinvio a giudizio per sei persone, accusate di aver scambiato il proprio ruolo istituzionale con favori personali, principalmente sotto forma di assunzioni per familiari.
Al centro dell'indagine, condotta dalla Guardia di Finanza di Trapani, emergerebbe un sistema di scambi illeciti dove i consiglieri comunali avrebbero asservito la propria funzione pubblica agli interessi del "Movimento VIA". In cambio del transito politico o della permanenza in gruppi consiliari riconducibili all'ex senatore Antonino Papania (già coinvolto in altri due procedimenti separati), gli indagati avrebbero ottenuto utilità dirette.
Le accuse riguardano:
- Michele Maurizio Accardi e la figlia Sara: secondo gli inquirenti, Accardi (consigliere a Marsala) avrebbe accettato l'assunzione della figlia presso l'IPAB di Santa Ninfa in cambio del passaggio al movimento di Papania nel febbraio 2022 e del sostegno elettorale. Sono difesi dagli avv.ti Paolo Pellegrino e Guglielmo Ivan Gerardi del Foro di Marsala.
- Pellegrino Guglielmo "Pino" Ferrantelli: l'accusa sostiene che, per garantire il transito nel gruppo "VIA al Grande Centro", Ferrantelli avrebbe ottenuto l'assunzione del nipote presso l'Associazione TAI, con stipendi percepiti tra il 2022 e il 2023 per un totale di circa 15.662 euro. Difeso dall'avv. Paolo Paladino del Foro di Marsala
- Vanessa Titone: la consigliera avrebbe ottenuto un posto di lavoro per il figlio come docente/tutor presso il CE.SI.FO.P., vincolando così la propria permanenza politica nel gruppo "VIA al Centro". Difesa dagli avv.ti Andrea Pellegrino e Stefano Pellegrino del Foro di Marsala.
- Vincenzo Monteleone e Antonio Giancana: le condotte contestate riguardano rispettivamente il Presidente del Consiglio di Custonaci e un consigliere di Castelvetrano, entrambi avrebbero accettato assunzioni (per il figlio di Monteleone e per Giancana stesso) presso il CE.SI.FO.P. in cambio della fedeltà al movimento politico. Monteleone è difeso dall'avv. Giuseppe De Luca del Foro di Trapani, Giancana dall'avv. Francesco Messina del Foro di Marsala
L'impianto accusatorio si regge su informative della Guardia di Finanza, intercettazioni, esiti di perquisizioni e sommarie informazioni testimoniali. I reati contestati, previsti dagli articoli 318 e 321 del Codice Penale (corruzione per l'esercizio della funzione), prevedono pene che, a seguito delle recenti riforme, possono arrivare fino a otto anni di reclusione, oltre a pesanti sanzioni accessorie come l'interdizione dai pubblici uffici.
L'appuntamento di marzo davanti al Giudice per le Indagini Preliminari rappresenterà un passaggio per stabilire se questi elementi siano sufficienti a sostenere un processo.
Rosalba Pipitone
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