La lotta contro i piromani in Sicilia segna un punto di svolta drammatico con l'arresto di un uomo che, ironia della sorte, lavorava proprio per una struttura dipartimentale della Regione Siciliana. I Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, con l'aggravante del braccialetto elettronico, nei confronti del presunto responsabile del rogo che il 20 agosto 2025 ha ridotto in cenere 83 ettari di territorio. L'incendio ha colpito duramente il comune di Buseto Palizzolo, lambendo il prezioso Bosco Scorace e distruggendo terreni coltivati e aree di macchia mediterranea.
Le indagini condotte dalla Procura di Trapani dipingono un quadro inquietante sulla dinamica dei fatti. Nonostante quel giorno fosse a riposo dal lavoro, l'indagato si sarebbe mosso con calcolata precisione per massimizzare i danni. Le telecamere di sorveglianza lo hanno ripreso mentre innescava le fiamme in punti diversi, una strategia mirata ad ampliare il fronte del fuoco e a mettere in scacco le squadre antincendio, già stremate e impegnate su altri focolai limitrofi.
Un dettaglio particolarmente grave emerge dai filmati raccolti dagli inquirenti: l'uomo è stato visto nascondersi tra la fitta vegetazione per sfuggire alla vista degli elicotteri e dei mezzi aerei impegnati nello spegnimento. Dopo aver appiccato i roghi, si sarebbe allontanato a bordo di un'auto guidata da un complice che lo attendeva poco lontano. Oltre alle prove visive, la Procura ha analizzato i dati del traffico telefonico e il contenuto dello smartphone dell'indagato. All'interno del dispositivo è stata rinvenuta una copia forense di video che l'uomo avrebbe girato personalmente per documentare le proprie azioni incendiarie, filmati che avrebbe poi condiviso con alcuni colleghi.
L'operazione, che ha visto il coordinamento tra i militari di Alcamo, la stazione di Buseto Palizzolo e la sezione di polizia giudiziaria, ha portato anche al ritiro cautelativo di sei fucili e una pistola regolarmente detenuti dall'uomo. Resta ora al vaglio degli inquirenti la posizione dei soggetti con cui il piromane ha condiviso il materiale multimediale, mentre la comunità locale interroga se stessa sulla gravità di un gesto compiuto proprio da chi avrebbe dovuto proteggere il patrimonio naturale dell'isola.