Sistema Hydra: si pente Gioacchino Amico, e svela i segreti di Messina Denaro
Le rivelazioni del neo-collaboratore scuotono il maxiprocesso a Milano: dai flussi di denaro del boss di Castelvetrano ai legami con la politica nazionale.
La Procura ha depositato tre verbali inediti di Gioacchino Amico, figura chiave dell'alleanza mafiosa in Lombardia, che da pochi mesi ha scelto di collaborare con la giustizia. Nato a Canicattì nel 1986, Amico non è un mafioso tradizionale, ma un manager capace di far dialogare gli interessi economici di Cosa Nostra, 'ndrangheta e camorra.
Per la prima volta dalla morte di Matteo Messina Denaro, un collaboratore di alto livello entra nel dettaglio degli affari economici dell'ex primula rossa. Amico ha riferito ai pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane di aver incontrato più volte l'avvocato Antonio Messina, ritenuto il "consiglieri" del boss, presso un noto bar a Campobello di Mazara. I verbali descrivono flussi di denaro e interessi che dal trapanese arrivavano direttamente nel cuore economico del Nord Italia.
Le dichiarazioni di Amico confermano l'esistenza del "sistema mafioso lombardo" che "agiva all'ombra di Messina Denaro", una struttura unitaria dove le diverse organizzazioni criminali cooperavano per la gestione di appalti e affari.
Sulle Infiltrazioni sanitarie, il collaboratore ha parlato della gestione di ospedali e RSA, definendola "roba loro", con riferimenti diretti a Paolo Errante Parrino, fiduciario della famiglia Messina Denaro in Lombardia.
Sui contatti istituzionali, Amico ha svelato rapporti con esponenti della politica nazionale, menzionando incontri a Roma con una parlamentare e legami con una ex consigliera regionale, finalizzati all'ottenimento di appalti. "Abbiamo costruito un impero e ci siamo fatti autorizzare tutto da Milano", avrebbe dichiarato ai magistrati.
La collaborazione di Amico si intreccia con quella di Bernardo Pace, il boss trapanese trovato morto pochi giorni fa nel carcere di Torino. Sebbene la versione ufficiale parli di suicidio, restano forti dubbi sulla dinamica. Anche i verbali di Pace, ora depositati, confermano gli interessi della famiglia Messina Denaro a Milano, inclusa la figura di un misterioso commercialista svizzero che curava gli aspetti finanziari del clan.
Oltre ai flussi finanziari, Amico starebbe facendo luce anche su episodi di sangue, come la "lupara bianca" di Gaetano Cantarella, boss del clan Mazzei scomparso a Catania nel 2020. Con questo nuovo asso calato dalla Procura, il processo Hydra si preannuncia come uno dei più significativi degli ultimi anni nel contrasto alle infiltrazioni mafiose al Nord.
Nel mega processo Hydra risultano già collaboratori William Alfonso Cerbo, detto “Scarface”, definito “collettore economico a Milano del clan Mazzei di Catania”, nonché Saverio Pintaudi, esponente della cosca Iamonte della ’ndrangheta, e Francesco Bellusci, 38 anni, soprannominato occhi celesti, legato a uno dei clan del cosiddetto “consorzio”, ovvero la “locale di Legnano-Lonate Pozzolo”, tra le province di Milano e Varese.
Milano al centro degli interessi del Consorzio mafioso e del mandamento di Castelvetrano lo spiega lo stesso Amico: Devo andare a Milano a vedere il consorzio (…). Abbiamo costruito un impero e ci siamo fatti autorizzare tutto da Milano.
Amico aveva avuto in carcere in carcere (Pagliarelli di Palermo) una conversione, un avvicinamento alla religione, guarda il video-testimonianza:
https://www.youtube.com/Bz4F4vxHG08