Si chiude con una sentenza di condanna un capitolo della tormentata vicenda giudiziaria tra G.I. — l’uomo accusato di essere lo Spider-man che ha dato alle fiamme le auto dell'ex — e la donna, R.C. I due sono assistiti rispettivamente dai legali Ignazio Cardinale e Matilde Mattozzi.
Il Tribunale di Marsala, nella persona della Giudice Giuseppina Montericcio, ha condannato la donna a un anno di reclusione e al pagamento di un risarcimento danni quantificati in 5.000,00 euro, oltre alle spese legali, per il reato di sottrazione di persone incapaci. La sospensione condizionale della pena è stata subordinata all'effettivo pagamento del risarcimento.
Secondo quanto emerso dal dibattimento, la sottrazione del figlio minore si sarebbe verificata antecedentemente ai fatti oggetto del parallelo processo pendente nei confronti del presunto autore dei reati contestati, di cui avevamo parlato qui:
https://www.primapaginamarsala.it/processo-a-carico-di-spider-man-escussi-maresciallo-e-brigadiere
I fatti risalgono all'agosto del 2022, quando, a seguito di una discussione familiare – durante il corso della quale sarebbe intervenuta anche la madre dell’odierna imputata (e persona offesa nell’altro procedimento che vede i ruoli invertiti con G.I. imputato) – la donna abbandonò l'abitazione portando con sé il bambino di appena due mesi.
Da quel momento, secondo la tesi accusatoria (accolta dal Giudice di primo grado), R.C. impediva all’ex compagno di vedere il figlio in condizioni normali, offrendo come unica possibilità incontri fugaci in luoghi pubblici come centri commerciali o per strada. «Il mio assistito desiderava solo fare il padre in modo dignitoso», ha spiegato l'avvocato Cardinale, sottolineando come l'ostruzionismo della donna abbia spinto l'uomo a rivolgersi alla giustizia.
Il processo è stato particolarmente combattuto. La difesa dell’imputata ha tentato di giustificare l'allontanamento con il timore dei comportamenti aggressivi di G.I., indicando a supporto della sua tesi difensiva anche la misura cautelare emessa nell'altro procedimento (quello per atti persecutori e incendio).
Tuttavia, l'avvocato Cardinale è riuscito a dimostrare che la sottrazione del minore era antecedente alle denunce della donna. La prima querela per atti persecutori da parte dell’odierna imputata risale, infatti, al dicembre 2022, oltre quattro mesi dopo l'allontanamento da casa. «La realtà emersa nel processo è che la signora se n'è andata per sua volontà, impedendo poi al padre di vedere il figlio, in maniera adeguata, per quasi un anno», ha ribadito Cardinale. Solo grazie all'intervento di una consulente tecnica d'ufficio (CTU) in sede civile, la dottoressa Silvia Spanò, G.I. è riuscito a riabbracciare il bambino.
Un ruolo chiave nella decisione della giudice Montericcio è stato giocato anche dall'analisi dei messaggi scambiati tra i due ex conviventi. Il Tribunale ha incaricato un perito, il consulente Caiozzo, di trascrivere e verificare l'autenticità delle conversazioni telefoniche. Da queste sarebbe emersa chiaramente la chiusura della donna, la quale, di fronte all'annuncio del ricorso al Tribunale civile dell’odierna persona offesa, avrebbe risposto di voler aspettare la decisione del Giudice civile.
Mentre questa sentenza mette un punto fermo sulle responsabilità dell’ex compagna, riguardo alla gestione del figlio, resta aperto l’altro dibattimento a carico di G.I. dove in quest’ultimo deve rispondere di accuse pesanti, tra cui l'incendio dell'auto della donna e stalking.