La IV sezione della Suprema Corte di Cassazione ha messo un punto sulla complessa vicenda giudiziaria legata al traffico di cocaina che per anni ha alimentato la movida e i salotti esclusivi di Trapani. I giudici della Suprema Corte, esaminando i ricorsi contro la sentenza d'appello, hanno confermato la solidità dell'impianto accusatorio costruito attorno all'organizzazione criminale smantellata originariamente dalla Squadra Mobile.
Per i vertici storici del gruppo, i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. Diventano così definitive le pesanti sanzioni stabilite nel precedente grado di giudizio a Palermo.
Il capo dell'organizzazione, Massimiliano Voi, vede confermata in via definitiva la condanna a 26 anni e 8 mesi di reclusione. Stesso destino per il braccio destro Mariano Galia, la cui pena resta fissata a 13 anni e 4 mesi, e per l'autista logistico Giuseppe Rinaudo, che dovrà scontare 8 anni. Rimangono irrevocabili anche i verdetti per Antonio Voi, subentrato nella gestione dopo l'arresto del padre e condannato a 8 anni e 9 mesi, e per Francesco Paolo Salerno, a cui sono stati inflitti 3 anni.
Il quadro esce invece parzialmente modificato per altre due figure della rete di spaccio. Gli Ermellini hanno infatti annullato la sentenza nei confronti di Crispino Erice -difeso dall'avv. Giuseppina Montericcio, per nuovo processo davanti alla Corte d'Appello di Palermo, disponendo il rinvio per un nuovo giudizio davanti a un'altra sezione della Corte d’Appello di Palermo. Annullamento con rinvio anche per Annibale Baiata -difeso dall'Avv. Francesca Frusteri, per la rideterminazione della pena, considerato il "jolly" del gruppo per i suoi compiti operativi e di approvvigionamento delle sostanze da taglio; nel suo caso, i giudici di legittimità hanno respinto il ricorso principale ma hanno accolto le istanze limitatamente al trattamento sanzionatorio, che dovrà quindi essere rideterminato.
L'inchiesta, coordinata a suo tempo dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, aveva svelato come il sodalizio si muovesse con precisione sistematica tra la Campania, la Calabria e la Sicilia. La centrale operativa, localizzata in un insospettabile garage di via Niso a Trapani, fungeva da deposito strategico e da punto d'incontro della banda, da cui partivano i canali di distribuzione destinati a professionisti, imprenditori e volti noti della realtà locale.