Si chiude con un'assoluzione una parte della vicenda giudiziaria sugli appalti e gli affidamenti del Comune di Mazara del Vallo, finita sotto la lente della Procura della Repubblica di Marsala nel giugno 2020, quando prese avvio un'indagine per ipotesi di corruzione e turbativa d'asta. Un'inchiesta che aveva coinvolto diversi funzionari comunali e rappresentanti di imprese, iscritti nel Registro degli indagati nell'ambito degli accertamenti su alcuni lavori e servizi affidati dall'amministrazione.
Nella giornata del 5 novembre scorso, il giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Marsala, dott.ssa Chiara Vicini, ha assolto "perché il fatto non sussiste" gli imputati giudicati nell'ambito del procedimento. Una decisione particolarmente significativa anche perché la stessa Procura, al termine della discussione, aveva chiesto l'assoluzione.
Tra gli assolti figurano Matteo Asaro, difeso dall'avvocato Giuseppe Accardo; Carmelo Benigno, assistito dall'avvocato Massimiliano Di Giorgi; Santino Seidita, Giuseppe Chiaramonte, Mario D'Agati, Nunzio Pavone e Vito Bonanno, difesi dall'avvocato Walter Marino; Giovanni Pantaleo difeso dall'avvocato Angelo Brancato.
A commentare la decisione sono stati gli avvocati Accardo, Di Giorgi e Marino, che hanno espresso soddisfazione per l'esito del giudizio, sottolineando come "nel corso del procedimento non siano emersi elementi in grado di dimostrare la responsabilità dei loro assistiti".
I legali hanno soprattutto richiamato le conseguenze che le accuse hanno prodotto, nel corso di questi anni, sulla reputazione personale e professionale degli imputati, in particolare di quanti operano nel settore economico e imprenditoriale a Mazara del Vallo. In una realtà cittadina dove i rapporti commerciali si intrecciano spesso con conoscenze personali e professionali consolidate nel tempo, il sospetto di avere ottenuto commesse pubbliche attraverso procedure illecite può rappresentare un danno pesante per l'immagine di un'impresa.
Nelle dichiarazioni dei difensori viene inoltre evidenziato un aspetto emerso durante il processo: secondo quanto sostenuto dalla difesa, gli imputati avrebbero eseguito legittimamente i lavori, applicando prezzi nettamente inferiori a quelli di mercato e ricevendo i pagamenti anche a distanza di molti anni. Circostanze che, secondo i legali, escluderebbero qualsiasi danno economico per l'ente comunale.
"In questi anni -scrivono gli avvocati- i nostri assistiti hanno dovuto fare i conti con accuse particolarmente infamanti, che hanno messo in discussione la loro correttezza personale e professionale. Il peso è stato particolarmente grave per chi esercita un’attività economica a Mazara del Vallo. In una comunità in cui si lavora ogni giorno con persone che si conoscono da anni, il sospetto di aver ottenuto una commessa con mezzi illeciti incide sulla reputazione dell’impresa e mette a rischio rapporti commerciali costruiti nel tempo".
Da qui anche l'appello affinché alla notizia dell'assoluzione venga riservato lo stesso rilievo mediatico che, a suo tempo, accompagnò la diffusione delle accuse. "È anche per questo che chiediamo che alla notizia dell'assoluzione sia dato lo stesso rilievo riservato a suo tempo alle accuse", hanno dichiarato gli avvocati.
La vicenda, tuttavia, non è ancora completamente definita sul piano giudiziario. Rimane infatti pendente davanti al Tribunale di Marsala, in composizione collegiale, il procedimento a carico di Bentivegna e Terranova, che hanno scelto di essere giudicati con rito ordinario.
L'assoluzione pronunciata dal Gup rappresenta dunque un passaggio importante nell'inchiesta avviata nel 2020, ma non coincide con la conclusione dell'intera vicenda giudiziaria, per la quale resta da attendere l'esito del procedimento ancora in corso.