Il segretario di Avanti Marsala PSI, Antonio Consentino, smonta i trionfalismi dell'ex sindaco Grillo sulla liquidità lasciata nelle casse del Comune. Secondo Consentino, non si tratta di un "tesoretto" spendibile, ma di fondi vincolati e debiti non ancora liquidati, a fronte di un bilancio reale che presenta un disavanzo disponibile di oltre 13,7 milioni di euro.
La nota diffusa agli organi di stampa:
Basta continuare a vendere fumo sempre sulla pelle dei cittadini marsalesi!
Da un accurato esame del bilancio comunale pubblicato sul sito istituzionale dell’Ente emerge con assoluta nettezza una verità profondamente diversa da quella diffusa da Grillo che si è limitato, per ragioni opportunistiche, ad affermare la sussistenza di una liquidità di bilancio, nei fatti ed in concreto inesistente.
In dettaglio, per un’analisi attendibile del bilancio comunale l’ex Sindaco avrebbe dovuto fare riferimento al piano monetario e non a quello meramente contabile.
Bilancio alla mano si nota la presenza del Fondo crediti di dubbia esigibilità, cioè l’accantonamento prudenziale contro i crediti che il Comune rischia fondatamente di non incassare. In altre parole, il disavanzo dice: “molti dei tuoi crediti probabilmente non li vedrai mai”, mentre la cassa dice: “oggi ho denaro sul conto”.
Per inciso, nel corso del 2024 sono stati riconosciuti e finanziati debiti fuori bilancio per 575.597,64 euro, interamente di parte corrente, con atti trasmessi alla competente Procura della Corte dei Conti; a ciò si aggiungono circa 142 mila euro di debiti in attesa di riconoscimento. Si tratta di importi fisiologicamente “spia” di criticità gestionali, tanto che i revisori raccomandano l’attivazione di misure per ridurne formazione e ammontare.
Il risultato al 31 dicembre 2024 si presenta formalmente come un avanzo di 63,46 milioni di euro. È però un avanzo solo apparente, perché quasi per intero composto da quote vincolate o accantonate, cioè non spendibili liberamente. Scomponendo quel risultato si scopre che la parte realmente disponibile è negativa per oltre 13,7 milioni di euro: è questo, e non l’avanzo nominale, il dato che fotografa la salute economica dell’ente a quella data.
| Composizione del risultato di amministrazione al 31/12/2024 | Importo (€) |
| Risultato di amministrazione (A) | 63.460.110,18 |
| Parte accantonata (B) | 60.060.391,00 |
| Parte vincolata (C) | 13.403.821,38 |
| Parte destinata agli investimenti (D) | 3.727.016,03 |
| Parte disponibile (E = A−B−C−D) | −13.731.118,23 |
Il fattore decisivo è la lentezza della spesa in conto capitale, di cui si è tradotto in cassa solo il 14,3%: i fondi per gli investimenti (mutui, PNRR, contributi) entrano, ma le opere camminano piano e il denaro resta in banca. È quindi, in buona parte, liquidità ferma che, nella specie, lungi dall’essere sintomo di salute finanziaria.
Tra le criticità compaiono il ritardo nell’approvazione dei documenti contabili e i tempi di pagamento dei fornitori, che i revisori invitano reiteratamente a migliorare. Sono aspetti che incidono sulla qualità della gestione e, nel caso dei pagamenti, anche sulla posizione finanziaria dei creditori dell’ente.
La parte accantonata del risultato è dominata dal Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE), che a fine 2024 ammonta a 48,07 milioni di euro. È la spia di una difficoltà concreta: a fronte di residui attivi per 83,9 milioni — cioè crediti che il Comune vanta verso cittadini ed enti — una quota molto rilevante è di incerta riscossione e va prudenzialmente “congelata”. Non solo: la Corte dei Conti ha rilevato che negli esercizi precedenti il FCDE era stato sottostimato, per 111 mila euro nel 2022 e per 736 mila euro nel 2023, segno che la valutazione dei crediti inesigibili è stata in passato troppo ottimistica.
È la domanda più naturale: come può un Comune con un disavanzo di amministrazione di quasi 14 milioni avere oltre 32 milioni di euro in cassa, così come affermato dall’ex primo cittadino? La risposta sta in un principio che vale per qualunque bilancio: cassa e ricchezza non sono la stessa cosa. Avere molti soldi sul conto non significa che siano liberi e “propri”; gran parte di quella liquidità è denaro già vincolato, già impegnato o dovuto ad altri, semplicemente non ancora uscito dalle casse dell’ente.
Scomponendo i 33,3 milioni di cassa al 31 dicembre 2024 il quadro diventa chiaro. Una parte consistente — 12,45 milioni — è cassa vincolata, cioè denaro arrivato per finalità precise (tipicamente trasferimenti statali e regionali, risorse PNRR) che per legge può essere speso solo per quegli scopi. A questa si affiancano 31,8 milioni di residui passivi, ossia debiti già assunti ma non ancora pagati: la cassa c’è perché il pagamento non è ancora uscito, ma quei soldi sono di fatto già promessi a fornitori e creditori.
E ci sono circa 22 milioni di Fondo pluriennale vincolato, risorse legate a opere pluriennali che entrano oggi ma usciranno negli esercizi successivi. Sommando vincoli, residui passivi e fondo pluriennale, gli impegni superano abbondantemente la liquidità disponibile: il Comune, in larga misura, “siede su denaro di passaggio”.
| Dei 33,3 mln di cassa al 31/12/2024, la composizione | Importo (€) |
| Saldo di cassa al 31/12/2024 | 33.336.292,74 |
| di cui cassa vincolata | 12.454.146,96 |
| Residui passivi (debiti da pagare) | 31.798.916,54 |
| Fondo pluriennale vincolato (corrente + capitale) | 21.991.245,85 |
La grande liquidità, per come riferita dall’ex primo cittadino, volutamente in maniera generica, è quindi inattendibile, perché in larga parte composta da fondi vincolati, da pagamenti ancora da effettuare e da investimenti che procedono a rilento. Non è, dunque, un “tesoretto” liberamente spendibile, ed è proprio questa la ragione per cui, di fatto, il bilancio del Comune di Marsala è in disavanzo.
Antonio Consentino, segretario di Avanti Marsala PSI