Si è insediato ufficialmente il nuovo Consiglio Comunale di Marsala per il quinquennio 2026-2031, in una seduta inaugurale ospitata nella cornice storica di Palazzo 7 Aprile. I lavori si sono aperti con il giuramento individuale dei ventiquattro consiglieri neoeletti e la successiva convalida unanime dei seggi, superata la verifica dei requisiti di eleggibilità e compatibilità.
Il momento centrale della giornata ha visto il giuramento solenne della nuova sindaca, Andreana Patti. Per l'occasione, l'amministrazione ha voluto omaggiare l'aula con un dono dal forte valore simbolico: l'esposizione del primo registro originale del Consiglio Comunale del Regno d'Italia, datato 10 marzo 1861. Nel suo discorso, la prima cittadina ha richiamato l'alto valore della rappresentanza democratica, sottolineando come ogni decisione dovrà avere come unico faro l'interesse degli ottantamila abitanti di Marsala, nel pieno rispetto delle prerogative di indirizzo della maggioranza e di vigilanza dell'opposizione.
L'aula ha poi proceduto alla definizione della propria dirigenza. Alla carica di Presidente del Consiglio Comunale è stato eletto Giovanni Maniscalco, che ha raccolto quindici preferenze rispetto alle nove andate a Linda Licari. Nel suo discorso di insediamento, il neo presidente ha garantito totale imparzialità nella conduzione dei lavori e ha tracciato una mappa delle priorità cittadine, richiamando l'urgenza di intervenire su dossier complessi come la gestione idrica, i rifiuti, la viabilità e i servizi essenziali nelle contrade del territorio.
A completare l'ufficio di presidenza sono stati eletti Pietro Cavasino nel ruolo di vicepresidente, con ventuno voti, e la consigliera Flavia Sammartano, espressione dell'opposizione votata all'unanimità dall'aula. La seduta si è conclusa con gli interventi di alcuni consiglieri che hanno richiamato i valori costituzionali e la necessità di avviare tempestivamente le commissioni consiliari per affrontare le prossime sfide di pianificazione territoriale.
Il discorso della neo sindaca:
Oggi vivo uno dei momenti più intensi e significativi della mia vita istituzionale e personale. Pronunciare il giuramento da sindaca della nostra città in questa sede così ricca di storia e di significato rappresenta per me un onore profondo e una responsabilità ancora più grande. Non siamo riuniti in un luogo qualsiasi. Siamo nel Palazzo 7 Aprile, il cuore della rappresentanza democratica della nostra comunità, un luogo che custodisce la memoria delle battaglie civili e dei valori che hanno accompagnato Marsala nel suo cammino verso la libertà, l'unità nazionale e l'autogoverno. Qui la storia non è soltanto un ricordo, è una presenza viva che ci richiama ogni giorno al dovere di scrivere il bene comune.
Ho prestato il giuramento previsto dalla legge. Potrebbe apparire una formula per un adempimento burocratico; in realtà è molto di più: è un impegno pubblico solenne e morale. È la promessa che rivolgo ai cittadini di esercitare questa funzione con lealtà verso la Costituzione, con rispetto delle istituzioni, con senso del dovere e con assoluta dedizione alla comunità che oggi ho l'onore di rappresentare. Il giuramento segna il passaggio dalla legittimazione ricevuta attraverso il voto alla responsabilità dell'azione amministrativa. Da questo momento ogni scelta, ogni decisione, ogni atto dovrà avere un unico punto di riferimento: l'interesse della città di Marsala.
Desidero però rivolgermi in modo particolare a voi consiglieri e consigliere comunali. Oggi, guardando i vostri scranni, la mia vista si amplia oltre i confini di questa sala. Davanti a me non vedo soltanto i 24 eletti dal popolo, vedo quasi 80.000 abitanti. Vedo le famiglie, vedo i lavoratori, gli imprenditori, gli agricoltori, i pescatori, i professionisti, gli studenti, gli anziani, i giovani, le persone diversamente abili che guardano al futuro con speranza. Ognuno di loro è qui simbolicamente presente attraverso la rappresentanza democratica che voi esercitate. Ogni quartiere, ogni contrada, dal centro storico alle periferie, entra oggi con noi in questo palazzo della democrazia.
Per questo il Consiglio comunale non è semplicemente un organo dell'ente, no: è la casa della democrazia cittadina, è il luogo del confronto, della partecipazione, della proposta e del controllo. È il luogo nel quale sensibilità diverse si incontrano e si misurano per costruire soluzioni nell'interesse generale. A tutti voi rivolgo un invito sincero: custodiamo il valore delle istituzioni che rappresentiamo. Difendiamo il confronto anche quando sarà acceso. Rispettiamo le differenze anche quando le posizioni saranno lontane. Facciamo prevalere sempre l'interesse della città rispetto a ogni interesse particolare. La maggioranza ha il dovere di governare, la minoranza ha il dovere di vigilare e di proporre. Entrambe hanno il dovere comune di servire Marsala.
In questo spirito desidero consegnare oggi al Consiglio comunale un dono dal forte valore simbolico. Grazie alla disponibilità dell'archivio storico comunale, mi sono permessa di donare all'esposizione di questo palazzo il primo registro del Consiglio Comunale del Regno d'Italia, contenente gli atti della storica seduta del 10 marzo del 1861, quando il sindaco Mario Milo e i consiglieri comunali inaugurarono l'attività del nuovo consesso cittadino dell'Italia unita. Quel registro racconta una pagina fondamentale della nostra storia.
Ci ricorda che Marsala fu protagonista del percorso risorgimentale e che la vita democratica della città affonda le proprie radici in una tradizione antica, fatta di partecipazione, di responsabilità e di servizio alla comunità. Ho voluto che questo prezioso documento fosse esposto proprio qui, nella sede del Consiglio comunale, perché possa essere un richiamo costante al significato del mandato che oggi assumiamo. Guardando quelle pagine ciascuno di noi potrà ricordare che apparteniamo a una storia più grande di noi e che il nostro compito è consegnare alle generazioni future una città migliore di quella che abbiamo ricevuto.
Care concittadine e cari concittadini, la politica trova la sua più alta dignità quando si traduce in servizio. Servizio significa ascoltare. Servizio significa assumersi responsabilità. Servizio significa scegliere, anche quando le decisioni sono difficili. Servizio significa lavorare ogni giorno con umiltà e determinazione per dare risposte concrete ai bisogni della comunità. Questo sarà il principio che guiderà l'azione della giunta che mi onoro di presiedere, una giunta che collaborerà lealmente con il consiglio comunale nel rispetto delle reciproche funzioni e nella consapevolezza che soltanto attraverso un rapporto fondato sul dialogo istituzionale e sulla collaborazione sarà possibile affrontare le sfide che attendono Marsala.
Oggi si apre una nuova stagione amministrativa. Non sarà il cammino di una persona sola, non sarà il cammino di una parte politica soltanto: dovrà essere il cammino di un'intera comunità. Con questo spirito assumo il mandato che i cittadini mi hanno affidato, con gratitudine per la fiducia ricevuta, con rispetto per le istituzioni che rappresentiamo, con amore per Marsala e con la ferma volontà di servire questa città ogni giorno con impegno, trasparenza e responsabilità. Con questo spirito di umiltà e determinazione rinnovo il mio augurio di buon lavoro a tutti. Viva il Consiglio comunale, viva Marsala, viva la Repubblica Italiana.