Operazione Aquila: si apre oggi a Trapani il processo alla rete dello spaccio tra Alcamo e il palermitano

L’inchiesta del Commissariato di Alcamo svela il violento business della cocaina

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
19 Gennaio 2026 12:03
Operazione Aquila: si apre oggi a Trapani il processo alla rete dello spaccio tra Alcamo e il palermitano

Si alza oggi il sipario nell'aula del Tribunale di Trapani sul processo scaturito dalla complessa indagine denominata "Aquila". A partire dalle ore 14:30, ventidue imputati compariranno davanti ai giudici per rispondere, a vario titolo, di accuse pesantissime che vanno dall'associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti al porto abusivo di armi, fino ad episodi di minacce ed estorsione. Il procedimento odierno riguarda coloro che hanno scelto di affrontare il rito ordinario, dopo che il rinvio a giudizio era stato disposto nel settembre di un anno fa per un gruppo inizialmente composto da ventotto persone.

L'inchiesta, coordinata dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Alcamo, ha svelato un fitto intreccio criminale radicato nel territorio alcamese ma con ramificazioni estese a Partinico, Palermo, Gibellina, Trappeto e Borgetto. Le indagini hanno documentato come la cocaina, acquistata principalmente sulle piazze di Palermo e Partinico, venisse poi rivenduta a circa 70 euro a dose non solo ad Alcamo, ma anche nei comuni limitrofi di Castellammare del Golfo e Balestrate. Un giro d'affari florido e spregiudicato che utilizzava come basi logistiche magazzini periferici e sale giochi, luoghi dove lo scambio di droga avveniva sotto l'occhio vigile degli investigatori che hanno fatto ampio uso di intercettazioni video e ambientali.

Tra i nomi che figurano nel registro degli imputati spicca quello di Michele Casarrubia, già condannato lo scorso marzo a vent'anni di reclusione per legami con il clan mafioso dei Vitale di Partinico. Accanto a lui, il processo vede coinvolti numerosi cittadini alcamesi, la maggior parte dei quali a piede libero, tra cui Enzo e Davide Amato, Carmela Di Franco, Giuseppe Giorlando, Fabio Provenzano, Anna Maria Ingrao, i due Francesco Camarda (rispettivamente classe '78 e '85), Giuseppe e Ivan Cataldo, Alexsandro Abbes, Diego Accardo, Giuseppe Amico, Maria Ancona, Leonardo Conticelli, Alessia e Giuseppe Manlio D'Angelo, Michele D’Arpa, Salvatore Ferrara, Maria Luisa Gaeta, Antonino Ienna, Leonardo Lo Baido, Ahmedamin Majoub, Paolo Mannina e Fabio Musso.

I contorni dell'operazione "Aquila" appaiono inquietanti per la spregiudicatezza dei metodi utilizzati. Gli inquirenti hanno documentato sessioni di addestramento al fuoco, con indagati intercettati mentre sparavano contro i cartelli stradali lungo la Statale 113 utilizzando una pistola Browning calibro 7,65. 

Oltre alle armi, emerge un quadro di violenza sociale legata al recupero crediti: genitori e giovani assuntori venivano minacciati brutalmente quando non riuscivano a saldare i debiti contratti per l'acquisto della cocaina. Tale scenario si riallaccia temporalmente ad altre importanti inchieste del territorio, come l'operazione "Oro Bianco", confermando una realtà locale segnata da un altissimo consumo di stupefacenti che purtroppo non risparmia nemmeno i quattordicenni, come costantemente monitorato dai dati preoccupanti diffusi dal Ser.D. nelle scuole.

Ti piacciono i nostri articoli?

Non perderti le notizie più importanti. Ricevi una mail alle 19.00 con tutte le notizie del giorno iscrivendoti alla nostra rassegna via email.

In evidenza