Petrosino, il caso "Villaggio Posidonia": scatta la segnalazione al Consiglio comunale dopo anni di silenzio

Negato l'accesso agli atti: Spedale scrive a tutto il Consiglio comunale

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
30 Maggio 2026 10:04
Petrosino, il caso

La lottizzazione convenzionata "Villaggio Posidonia" di via Chianu Savalla, a Petrosino, diventa un caso politico e amministrativo d'urgenza. Dopo anni di segnalazioni rimaste inascoltate e un accesso agli atti sbarrato dal silenzio degli uffici tecnici, il cittadino Vincenzo Francesco Spedale ha deciso di rivolgersi direttamente ai massimi rappresentanti istituzionali del Comune, inviando una formale segnalazione al Presidente del Consiglio Comunale, ai Capigruppo consiliari e a tutti i Consiglieri comunali di Petrosino. L'obiettivo è chiaro, portare la vicenda all'ordine del giorno del prossimo Consiglio utile o attivare gli strumenti ispettivi nei confronti del Sindaco e degli assessori competenti.

Ma come si è arrivati a questo punto? I documenti ufficiali tracciano una cronistoria scandita da rimpalli, omissioni e un paradosso burocratico che dura da oltre quindici anni.

Le origini: una lottizzazione mai acquisita dal Comune

Tutto ha inizio nel luglio del 2009 con l'approvazione del Piano di lottizzazione "Villaggio Posidonia", realizzato dalla società VAN.IN. S.R.L. sotto la Concessione Edilizia n. 24. Le opere vengono regolarmente collaudate da un funzionario comunale dieci anni dopo, nel maggio del 2019.

Il problema esplode quando il dott. Spedale inizia a denunciare una presunta irregolarità, ossia la proprietaria di una villetta vicina avrebbe occupato il suolo pubblico antistante il proprio ingresso. L'area, che secondo i piani urbanistici dovrebbe essere destinata a verde pubblico e alla libera fruizione di tutti i lottizzanti, è stata recintata con piante e coperta di brecciolino per essere trasformata, di fatto, in un parcheggio privato.

La svolta documentale arriva il 22 ottobre 2024. Rispondendo a una richiesta di chiarimenti, il Responsabile del 5° Settore Urbanistica del Comune, il geometra Gaspare Angelo Giacalone, mette nero su bianco una verità sorprendente: "Alla data odierna non risulta agli atti di questo Ufficio che le aree siano state trasferite all'Ente, pertanto la ditta esecutrice dei lavori risulta detentrice delle suddette aree". In altre parole, nonostante il collaudo e il passare degli anni, il Comune non ha mai formalizzato l'acquisizione al proprio patrimonio delle aree a standard pubblico, lasciandole nelle mani del privato costruttore e spianando la strada a utilizzi impropri.

Gli allarmi della Polizia Municipale finiti nel vuoto

I documenti in nostro possesso dicono anche altro; il Comune sapeva da tempo. Già nel 2022 e nel 2023, il Comando di Polizia Municipale di Petrosino, guidato dall’allora comandante Giuseppe Pace, aveva preso a cuore le ripetute denunce di Spedale per "occupazione abusiva e trasformazione ad uso personale di parti comuni".

Tra il 2022 e il 2023, la Polizia Municipale invia ben cinque solleciti urgenti al Dirigente del V° Settore Urbanistica e al Sindaco per concordare un sopralluogo congiunto con i tecnici comunali, l'unico modo per accertare ufficialmente l'abuso. Le note del 14 aprile 2022, del 23 e 25 agosto 2022, e del 28 marzo 2023 rimangono totalmente prive di riscontro. Una situazione talmente bloccata che il 12 aprile 2023 il Comandante Pace si vede costretto a inviare l'ennesimo sollecito trasmettendolo, per conoscenza, anche alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala.

Il "silenzio-rifiuto" e la chiamata al Consiglio comunale

Per fare totale chiarezza sui motivi del ritardo nell'acquisizione delle aree, il 7 luglio 2025 il dott. Spedale, tramite il proprio legale Avv. Giuseppe Brognoli del Foro di Brescia, presenta una formale istanza di accesso agli atti ai sensi della Legge 241/1990. La richiesta viene protocollata dal Comune il giorno successivo con il numero 11418. L'obiettivo è visionare la Convenzione originaria, i verbali e la corrispondenza tra l'Ente e la società VAN.IN. S.R.L..

La legge prevede un termine tassativo di 30 giorni per rispondere, ma il Comune di Petrosino sceglie la via del silenzio. Trascorso quasi un anno senza ricevere un solo documento, la condotta degli uffici si configura come un immotivato "silenzio-rifiuto".

È a questo punto che la palla passa inevitabilmente alla politica. Scrivendo contemporaneamente al Presidente del Consiglio Comunale, ai leader di tutti i gruppi consiliari e a ciascun consigliere, Spedale solleva un problema di trasparenza amministrativa e di tutela del patrimonio pubblico che non può più essere confinato dentro gli uffici tecnici. I consiglieri comunali, nel loro ruolo di vigilanza e controllo, sono adesso chiamati a pretendere dal Sindaco e dalla giunta le risposte che i cittadini e la stessa Polizia Municipale aspettano invano da anni. 

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