Processo Arata, l’assessore regionale Turano ha ammesso di aver avuto rapporti con Nicastri

Redazione Prima Pagina Marsala
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24 Febbraio 2021 09:05
Processo Arata, l’assessore regionale Turano ha ammesso di aver avuto rapporti con Nicastri

Potrebbe aprire nuovi scenari, anche politici, il processo che si sta svolgendo alla quarta sezione del Tribunale di Palermo e che vede imputato l’ex consulente della Lega Paolo Arata per corruzione e intestazione fittizia di beni, insieme al figlio Francesco Paolo, al dirigente regionale Alberto Tinnirello e all’imprenditore milanese Antonello Barbieri; il processo nasce da un’inchiesta che portò in carcere l’imprenditore dell’eolico Vito Nicastri, ritenuto tra i finanziatori del boss Matteo Messina Denaro, che ha patteggiato una condanna a due anni e 10mesi sempre per corruzione e intestazione fittizia di beni.

Al centro del processo un giro di tangenti pagate per avere le autorizzazioni per due impianti di biometano, uno a Calatafimi-Segesta e l’altro a Francoforte che Arata e il suo socio occulto Nicastri avrebbero voluto costruire. Nelle scorse ore ha deposto l’attuale assessore regionale alle Attività Produttive, Mimmo Turano (in foto di copertina), il quale ha ammesso di aver ricevuto da Vito Nicastri un finanziamento di 10mila euro per la campagna elettorale del 2001. Turano ha anche detto di aver fatto con l’imprenditore alcamese un viaggio in Tunisia su un aereo privato di un amico.

E alla domanda sui chi avesse pagato, Turano ha perentoriamente risposto: “figuratevi se pagavo io”. Rispondendo alle domande del pm Gianluca De Leo, Turano ha raccontato dei suoi rapporti con gli Arata. “Fui chiamato da Gianfranco Miccichè che mi disse di andare da lui all’Ars e lì trovai il figlio di Arata, Francesco Paolo, che mi parlò dell’impianto di biometano da realizzare a Calatafimi, io dissi che non ero interessato perché già in occasioni pubbliche, condividendo le prese di posizioni di miei colleghi di partito che avevano perplessità dal punto di vista ambientale, avevo detto che non avrei sostenuto la cosa.

Mesi dopo incontrai Arata padre – ha aggiunto Turano – che si lamentava delle lungaggini nell’iter di approvazione dei progetti presentati e fu lui a dirmi che forse il ritardo era dovuto al fatto che Nicastri, che aveva già problemi giudiziari, era suo consulente. Solo allora ne parlai con Miccichè”. Turano ha raccontato di aver detto esplicitamente ad Arata di non avere intenzione di sostenere il suo progetto. Il pm ha però contestato all’Assessore il testo dell’intercettazione della conversazione con il faccendiere in cui il politico diceva: “fammi verificare, se sei uno che investe, che paga i dipendenti, che rispetta l’ambiente io non ti romperò i c… Tu non sei un francescano e neppure io”.

“Erano frasi di circostanza”, ha risposto l’Assessore regionale.  

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