Scarcerazione di Toto Riina per motivi di salute? La rabbia di Sonia Alfano: “umiliateci ancora una volta, lui libero e noi detenute dallo Stato per proteggerci dalle sue minacce”

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
06 Giugno 2017 08:01
Scarcerazione di Toto Riina per motivi di salute? La rabbia di Sonia Alfano: “umiliateci ancora una volta, lui libero e noi detenute dallo Stato per proteggerci dalle sue minacce”

Non si placano le polemiche e le reazioni, ad ogni livello, in merito alla decisione della prima sezione penale della Cassazione che per la prima volta ha accolto il ricorso del difensore del capo dei capi di “cosa nostra”, cioè Totò Riina, che chiede il differimento della pena o, in subordine, la detenzione domiciliare a causa delle sue gravi condizioni di salute.

“Il "diritto a morire dignitosamente" va assicurato ad ogni detenuto. Fermo restando lo 'spessore criminale' va verificato se Totò Riina possa ancora considerarsi pericoloso vista l'età avanzata e le gravi condizioni di salute” sulla base di queste indicazioni, il Tribunale di sorveglianza di Bologna dovrà decidere sulla richiesta del difensore del boss, richieste finora sempre respinte ma che adesso potrebbero essere accolte dopo la decisione della Cassazione.

Fra le reazioni, a parte quelle del mondo politico sempre divise fra garantisti e giustizialisti, vi è anche quella di Sonia Alfano, ex presidente della Commissione antimafia del Parlamento europeo, funzionario della Regione Siciliana e attualmente Commissario della Srr Trapani Sud. Sonia Alfano, figlia del noto giornalista Beppe Alfano ucciso dalla mafia nel 1993, in un suo profilo su facebook commenta così la vicenda:

“Vorrei dire a coloro i quali inneggiano alla scarcerazione di Riina, che lo stragista in argomento vive già dignitosamente in un carcere e non gli manca nulla. Persino l'aria condizionata in cella e vi assicuro che tanti altri detenuti non hanno questi optional. Io l’ho visto con i miei occhi in cella e con le mie orecchie ho ascoltato la sua tracotanza nel voler ribadire e rivendicare il suo "essere Totò Riina". Troppo facile essere caritatevole con il sangue degli altri, parlate di dignità ai figli che sono cresciuti senza padre perché fatti saltare in aria da questo mostro.

Ditelo alle mogli che hanno dovuto riconoscere i brandelli di carne spappolati da questo criminale. Ditelo ai genitori che ancora piangono i loro figli e che vivono sperando di vederli entrare un casa da un momento all'altro. Parlate di morte dignitosa per un mostro che non si è mai pentito e che si è sempre vantato delle sue gesta. E la dignità delle sue vittime? Loro invece avevano il dovere di morire su ordine di Riina? Vorrei dire a tutti coloro i quali parlano di stato civile che abbiamo delle leggi garantiste fino al terzo grado di giudizio.

Cosa assai rara in altri Paesi. E che uno stato può dirsi civile solo se fa osservare le sue leggi, e se garantisce la certezza della pena. Non provate ad invertire i ruoli con il vostro buonismo da tastiera. Riina è il carnefice e i morti le sue vittime. E se pensiate che non conta più nulla, beh vi siete nuovamente sbagliati. Vivo sotto scorta da oltre 5 anni e negli ultimi tre il mio dispositivo è stato innalzato quasi ai massimi livelli. Riina è stato intercettato in cella dalla Dia mentre rassicurava un altro boss che era tutto pronto per me, che erano pronti i cioccolatini (proiettili) per Sonia Alfano..

ha continuato dicendo che parlo troppo e che so troppo sui servizi segreti. E che lui avrebbe provveduto subito. Da allora vivo h24 con quattro uomini armati e 2 auto blindate. Parlate di scarcerazione alle mie figlie che hanno letto la mia condanna a morte. Ditelo a noi che siamo costrette a vivere la nostra vita dietro i vetri oscurati di un'auto blindata. Umiliateci ancora una volta, lui libero e noi detenute dallo Stato per proteggerci dalla stessa belva che adesso vuole libera”.

Francesco Mezzapelle

06-06-2017 10,00

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