Un disegno di legge sul suicidio medicalmente assistito è stato depositato all'Assemblea Regionale Siciliana dai deputati Stefano Pellegrino e Salvo Tomarchio, con l'obiettivo di dare una risposta certa, tempestiva e uniforme in tutta la regione alle sentenze della Corte Costituzionale.
Nel comunicato viene evidenziato come, in assenza di una legge nazionale, oggi l'accesso a questo percorso dipenda dalla provincia in cui si vive, dalla sensibilità dei medici e dalla disponibilità di un legale, configurando di fatto un diritto incompiuto.
La proposta normativa prevede l'istituzione di una Commissione multidisciplinare permanente in ogni Azienda sanitaria, garantisce l'obiezione di coscienza per i sanitari e prevede la gratuità del percorso, specificando che la somministrazione del farmaco è effettuata esclusivamente dalla persona interessata.
Pur riconoscendo che il tema tocca la coscienza di tutti, i proponenti sottolineano che la politica è impegno per i diritti e che la presenza di un dilemma rappresenta una ragione per circondarne l'esercizio di garanzie, senza lasciare vuoti normativi.
La nota integrale:
Una persona malata in modo irreversibile, tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e che chiede di porre fine alla propria esistenza con dignità ha diritto a una risposta certa e tempestiva. Non una risposta burocratica o che dipende dalla sensibilità di un singolo direttore generale. Una risposta uguale per tutti, ovunque in Sicilia.
Con Salvo Tomarchio abbiamo depositato oggi all'Ars un disegno di legge per dare attuazione alle sentenze della Corte costituzionale sul suicidio medicalmente assistito. Oggi, in assenza di regole nazionali, la possibilità di ottenere una risposta dipende dalla provincia in cui si vive, dalla sensibilità dei medici coinvolti e, troppo spesso, dalla disponibilità di un legale. Un diritto che si può esercitare solo in questo modo è un diritto incompiuto.
La nostra proposta istituisce in ogni Azienda sanitaria una Commissione multidisciplinare permanente, garantisce l'obiezione di coscienza per i sanitari e prevede la gratuità del percorso. La somministrazione del farmaco è effettuata esclusivamente dalla persona interessata.
Capiamo che il tema tocchi la coscienza di tutti. Ma la politica è impegno per i diritti. Un diritto che pone dilemmi resta un diritto. La presenza del dilemma è una ragione per circondarne l'esercizio di garanzie, non per lasciarlo senza attuazione.
Non risolviamo la questione di fondo, che spetta al Parlamento. Ma mettiamo la Sicilia in condizione di rispondere a chi bussa alla porta di un'azienda sanitaria chiedendo di esercitare un diritto che la Costituzione gli riconosce.
Stefano Pellegrino