Vaccini, prosegue il "porte aperte" in provincia. Domani prenotazioni per 50enni

Il centro vaccinale Hub Trapani e i punti vaccinali della provincia saranno aperti dalle 8 alle 20

Claudia
Claudia Parrinello
04 Maggio 2021 14:51
Vaccini, prosegue il

Prosegue senza sosta e a ritmi elevati la campagna di vaccinazione in Sicilia. L’obiettivo della Regione è quello di incrementare sempre più le somministrazioni giornaliere per cui prosegue l’iniziativa “Porte Aperte” rivolta tutti gli over 60, over 80 e ai soggetti ad elevata fragilità. Anche nel centro vaccinale Hub Trapani e nei punti vaccinali della provincia (dalle 8 alle 20) i cittadini con più di 60 anni (classe 1961compresa), i cittadini d’età pari o superiore a 80 anni e i soggetti di ogni età appartenenti alla categoria prioritaria ad “elevata fragilità” potranno vaccinarsi senza prenotazione.Per i soggetti a “elevata fragilità” basterà esibire un certificato rilasciato dallo specialista o dal medico di medicina generale che attesti lo stato di salute.Di seguito i centri vaccinali di riferimento sul territorio trapanese:

Trapani – Hub provinciale, Contrada Cipponeri, via Salemi

Trapani/Erice – Centro vaccinale San Michele, via Cosenza, Casa Santa

Marsala – Centro vaccinale Campus Biomedico, Contrada Cardilla

Castelvetrano – P.O.Vittorio Emanuele II, via Marinella

Mazara del Vallo - Centro vaccinale, via Livorno

Buseto Palizzolo - Centro Diurno, via San Vito (ex via Bonfiglio)

Alcamo – P.O. San Vito e Santo Spirito, via F.sco Crispi, 116

Salemi – P.O.Vittorio Emanuele III, via Dante Alighieri,15

Pantelleria – P.O. B. Nagar Piazzale Vincenzo Almanza

Intanto da domani in Sicilia prendono il via le prenotazioni anche per gli over 50 (nati fino al 1971 compreso) e da venerdì la vaccinazione di massa per tutti i maggiorenni delle isole minori, prima Lampedusa e Linosa poi le altre. Lo ha annunciato il presidente della Regione Nello Musumeci, nel corso di una conferenza stampa organizzata a Palazzo Orleans.

Il governatore Siciliano ha sottolineato, inoltre, la necessità di andare avanti con la campagna di vaccinazione nel rispetto del piano nazionale. «In mattinata – ha spiegato Musumeci – partirà una comunicazione in tal senso al generale Figliuolo. Nessuna volontà di disobbedire al Piano nazionale, spero abbia comprensione. Alle due precedenti lettere inviate ci è stato risposto che prima bisognava mettere in sicurezza gli ultra 80enni e i “fragili”: un principio nobile che condividiamo pienamente. Ma è chiaro che non abbiamo poteri sanzionatori o coercitivi per convincere i riottosi a vaccinarsi. Nessuno, pertanto, può accusarci di fughe in avanti. Dobbiamo correre, altrimenti non usciremo mai da questo tunnel».

Dall’inizio della campagna vaccinale, in Sicilia sono stati già somministrati oltre un milione e mezzo di vaccini (poco più di un milione come prima dose e il resto come seconda). Al momento, nell’Isola, risulta già immunizzato (con doppia dose o monodose del vaccino Janssen) il 10 per cento di tutta la popolazione. Mentre la prima somministrazione copre il 21 per cento dei cittadini siciliani. 

Nel corso della conferenza stampa, il dirigente generale La Rocca ha fornito anche il dato delle scorte di AstraZeneca ancora in possesso delle autorità sanitarie regionali: 250 mila, di poco inferiori alle dosi necessarie per poter effettuare i richiami nelle prossime settimane. Il presidente Musumeci ha annunciato, inoltre, che sabato a Catania si sottoporrà anche lui alla vaccinazione.

«Dobbiamo andare avanti – ha proseguito il governatore - vaccinando quanta più gente possibile. Abbiamo aspettato abbastanza e nessuno può accusarci di non aver rivolto la prioritaria attenzione alle fasce più deboli e fragili. Niente più scorte nei frigoriferi, in attesa che avvenga una “conversione” da parte dei cittadini diffidenti. Aver registrato in Sicilia cinque decessi, che secondo i mass media potevano essere collegati alla somministrazione di AstraZeneca, ha determinato una psicosi comprensibile ma ingiustificata. Tutto questo ha rallentato non solo l’immunizzazione della fascia anagrafica interessata, ma ha anche avuto una ricaduta negativa sugli ultra ottantenni. E non ce lo possiamo permettere. Gli operatori sono pronti e le Asp già mobilitate: andiamo avanti».

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