Tribunale di Marsala, assolto l'Ispettore di Polizia mazarese Vito Reina

Al dipendente non era mai stata fornita la password

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
17 Febbraio 2026 10:00
Tribunale di Marsala, assolto l'Ispettore di Polizia mazarese Vito Reina

Il Tribunale di Marsala in composizione monocratica, ha assolto -ieri 16 febbraio- l'Ispettore di Polizia Locale di Mazara del Vallo e sindacalista Vito Reina dal reato di calunnia. Il Pubblico Ministero aveva richiesto una condanna a due anni di reclusione.

Reina è difeso dagli avvocati Antonio Consentino e Fabrizio Rizzo.

I fatti risalgono al dicembre 2023, quando Reina era all’epoca dipendente del Comune di Mazara del Vallo, e aveva sporto denuncia-querela presso la Procura della Repubblica di Marsala, per il reato di omissioni di atti d’ufficio nei confronti Maria Stella Marino dirigente del secondo settore gestione delle risorse dell’Ente.

In querela il Reina riferiva di non avere mai avuto risposta alle sue istanze del 29 novembre 2023, 10 gennaio 2023 e 27 febbraio 2023, volte alla trasmissione dei cedolini paga.

La pubblica accusa riteneva che il Reina avrebbe artatamente taciuto che risposta alla sua istanza gli era stata notificata con nota del Comune di Mazara del Vallo numero 1057 del 02 marzo 2023 e che la documentazione richiesta gli era stata inoltrata alla casella mail istituzionale in data 06 marzo 2023. Da qui il rinvio a giudizio del Reina per il reato di calunnia.

Durante il corso del processo, gli avvocati Antonio Consentino e Fabrizio Rizzo hanno dimostrato che alcuna notifica era mai stata effettuata al dipendente Vito Reina e che questi non aveva neppure potuto accedere alla mail istituzionale in quanto non gli erano mai state consegnate le relative credenziali. Ciò anche sulla scorta della consulenza tecnica disposta dalla Procura con il perito informatico ingegnere Giovanni Casano il quale non ha evinto accessi da parte del Reina e le mail in entrata presenti nell’account istituzionale non risultavano come lette. Inoltre, il consulente del Pubblico Ministero ha anche accertato che l’ultimo messaggio di posta elettronica letto da quell’account risaliva al giorno 8 luglio 2019.

I difensori di Reina hanno rilevato come la mancata consegna delle credenziali (password) al Reina da parte dell'amministrazione, quindi l’impossibilità di quest’ultimo di accedere e gestire la propria casella pec istituzionale, trovi fondamento nel principio della mancanza dell'elemento soggettivo, segnatamente dolo o colpa, nella condotta dell’imputato.

Al dipendente non era mai stata fornita la password, con la conseguenza che non sussiste la colpa nel non aver egli preso visione di comunicazioni pec, in quanto impossibilitato ad accedere al sistema. Semmai sarebbe configurabile una responsabilità dell'amministrazione, quale datore di lavoro pubblico, che avrebbe dovuto fornire al dipendente Reina gli strumenti e le credenziali necessarie per espletare le proprie funzioni. In relazione a questa ultima circostanza affermano gli avvocati Consentino e Rizzo solleciteremo il Pubblico Ministero a richiedere al Giudice per le Indagini Preliminari, ai sensi dell’articolo 414 c.p.p., la riapertura delle indagini connesse alla querela a suo tempo sporta dal nostro assistito e saranno intraprese le opportune azioni, anche risarcitorie, volte alla tutela del Reina che ha dovuto subire un processo penale nonostante fosse tecnicamente impossibilitato ad accedere alla propria pec istituzionale esclusivamente a causa di una omissione del Comune di Mazara del Vallo.

Ti piacciono i nostri articoli?

Non perderti le notizie più importanti. Ricevi una mail alle 19.00 con tutte le notizie del giorno iscrivendoti alla nostra rassegna via email.

In evidenza