Nuovo fronte processuale per l'ex senatore Nino Papania. Il Gup ha infatti disposto il rinvio a giudizio per dieci persone coinvolte in una presunta truffa aggravata ai danni dell'Unione Europea, legata alla gestione di fondi destinati alla formazione professionale. Il processo, che inizierà il prossimo 24 marzo, vede Papania al centro di un sistema che avrebbe drenato oltre 8,7 milioni di euro dal Programma Operativo Fondo Sociale Europeo 2014/2020.
Per l'esponente politico siciliano, questo procedimento rappresenta l'apertura di un ulteriore fascicolo investigativo che va ad aggiungersi ai suoi già noti dello stesso ambito. Il nuovo rinvio a giudizio si somma infatti ai filoni precedentemente emersi, come l'operazione Eirene (scambio elettorale politico-mafioso) e il cosiddetto filone marsalese (corruzione elettorale), delineando un quadro di contestazioni sempre più ampio e complesso. Mentre le precedenti indagini si erano concentrate su presunti intrecci tra politica e criminalità organizzata, questo nuovo troncone punta i riflettori sulla gestione illecita di risorse pubbliche attraverso enti di formazione come Cesifop, Ires e l'associazione Tai.
L'indagine, coordinata dai PM della Procura Europea Geri Ferrara e Amelia Luise, ipotizza che una parte consistente dei finanziamenti milionari sia stata dirottata verso scopi privati o elettorali. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, circa 800mila euro sarebbero stati utilizzati per finanziare le attività politiche e le campagne elettorali del movimento fondato da Papania, "Valore, Impegno e Azione". L'intervento tempestivo delle autorità ha inoltre permesso di congelare l'erogazione di ulteriori 2,5 milioni di euro che stavano per essere incassati indebitamente.
Oltre a Papania, il rinvio a giudizio ha colpito altre nove persone, tra cui Angelo Rocca, Mario Astelli, Cinzia Filippi, Anna Maiorana, Alessandro Manuguerra, Davide Piccichè, Antonia Pirrone, Filippo Tilotta e Manfredi Vitello. Anche gli enti coinvolti (Cesifop, Ires e Tai) dovranno rispondere in sede processuale.
All'interno dello stesso procedimento si sono già registrate le prime definizioni di posizione: Ignazio Chianetta, collaboratore del Cesifop, ha scelto la via del patteggiamento concordando una pena di otto mesi, mentre per Daniela Liotta è stata disposta la messa alla prova.