A breve il GIP del Tribunale di Trapani deciderà sul rinvio a giudizio di A. F. 63enne ex appartenente alla Polizia di Stato ora in pensione. L'indagato deve rispondere dell'accusa di usura, mentre la Procura ha già disposto l'archiviazione per l'ipotesi di tentata estorsione a causa della mancanza di elementi probatori sufficienti a sostenere tale contestazione in giudizio.
L'intera vicenda giudiziaria ha preso il via nel maggio dello scorso anno a seguito di una complessa attività d'indagine condotta dai Carabinieri della Compagnia di Alcamo. Gli accertamenti, durati circa un anno, avevano portato inizialmente all'applicazione della misura cautelare del divieto di dimora nel comune alcamese. Tale provvedimento era stato tuttavia annullato dal Tribunale del Riesame appena due settimane dopo l'esecuzione, accogliendo il ricorso presentato dalla difesa rappresentata dall'avvocato dell'ex Ispettore.
Al centro del fascicolo processuale vi è la denuncia presentata da un commerciante d'auto del luogo nel maggio 2024. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il rapporto creditizio tra le parti sarebbe iniziato nel 2013, periodo in cui l'ex Ispettore avrebbe erogato prestiti per una somma complessiva di circa 150.000 euro. A fronte di questa cifra, l'indagato avrebbe ottenuto titoli di credito per un valore totale di 225.000 euro, configurando così un presunto tasso usurario.
A garanzia del debito contratto, sarebbe stata inoltre registrata un'ipoteca volontaria su un appartamento di proprietà della vittima, immobile che attualmente risulta ancora sottoposto a sequestro giudiziario.
Si è costituita parte civile l'Associazione Antiracket e Antiusura di Alcamo qualora il processo venisse istruito