(VIDEO) Giustizia e Referendum: Adamo e Curatolo si schierano su fronti opposti

Adamo per il sì liberale e Curatolo per il no: la sfida per Marsala passa dalla giustizia

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
20 Marzo 2026 08:53
(VIDEO) Giustizia e Referendum: Adamo e Curatolo si schierano su fronti opposti

Il dibattito sulla giustizia irrompe nella campagna elettorale di Marsala, delineando una netta contrapposizione tra i due aspiranti alla carica di sindaco. Giulia Adamo e Leonardo Curatolo hanno scelto di uscire allo scoperto sul tema del referendum per la separazione delle carriere, offrendo ai cittadini visioni diametralmente opposte che riflettono approcci diversi non solo alla materia giuridica, ma anche al ruolo politico di chi si candida a guidare la città.

Giulia Adamo sostiene con vigore le ragioni del sì, inquadrando il voto non come una scelta di schieramento partitico tra governo e opposizione, ma come l'adesione a una riforma di stampo liberale. Secondo la candidata, la separazione delle carriere è un atto necessario per allineare l'Italia agli standard delle grandi nazioni europee, garantendo finalmente la figura di un giudice terzo. Nel suo appello al voto, Adamo sottolinea come il cittadino imputato abbia il diritto di avere un'accusa e una difesa poste su un piano di parità davanti a un magistrato giudicante realmente indipendente. Un altro punto centrale della sua posizione riguarda il contrasto al sistema delle correnti all'interno del Consiglio Superiore della Magistratura, auspicando una riforma che sottragga la valutazione dei giudici alle logiche della politica. Per Giulia Adamo, si tratta dunque di una "buona legge" che trascende le appartenenze e che merita un sostegno convinto per modernizzare il sistema giudiziario.

Di tutt'altro avviso è Leonardo Curatolo, il quale ha annunciato la propria scelta per il no al termine di un percorso di approfondimento personale. Il candidato sindaco spiega di aver maturato la sua posizione dopo aver ascoltato diverse voci autorevoli, citando in particolare le riflessioni offerte dal Procuratore capo di Marsala, Fernando Asaro, e dal Vescovo Emerito Monsignor Domenico Mogavero. Curatolo pone l'accento sulla delicatezza dell'equilibrio istituzionale che regge l'attuale sistema, convinto che le ragioni del mantenimento dello status quo siano più solide e rassicuranti per la tenuta democratica.

Oltre al merito del quesito referendario, Curatolo lancia una sfida politica agli altri sfidanti, criticando il silenzio di chi preferisce non esporsi per calcolo elettorale. Per il candidato, chi aspira a governare Marsala ha il dovere di assumersi la responsabilità delle proprie idee, uscendo dalla neutralità su temi di rilevanza nazionale che impattano inevitabilmente sulla sensibilità della comunità locale.

Le due posizioni offrono dunque ai marsalesi uno spaccato chiaro delle diverse sensibilità in campo: da un lato l'orientamento di Giulia Adamo verso una riforma che punta a scardinare gli attuali assetti della magistratura in nome di un modello garantista e liberale, dall'altro la prudenza istituzionale di Leonardo Curatolo, che invita a non alterare equilibri che ritiene fondamentali per il corretto funzionamento dello Stato. In questo confronto, il tema della giustizia diventa un banco di prova per misurare la visione politica e il coraggio civile dei candidati impegnati nella corsa verso Palazzo VII Aprile.

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