(VIDEO) Petrosino, litorale spianato e alberi mutilati: la "cura" ambientale finisce sotto la lente di ingrandimento

Biodiversità cancellata e viali spogli: svaniscono le promesse ecologiche del Comune

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
02 Ottobre 2026 12:12
(VIDEO) Petrosino, litorale spianato e alberi mutilati: la

Ruspe sulla spiaggia e motoseghe sui viali alberati. Nel giro di pochi giorni, il volto verde e costiero di Petrosino è stato stravolto da una serie di interventi pubblici che hanno scatenato la dura reazione dei cittadini e del mondo ambientalista e dei cittadini. Al centro delle polemiche finisce direttamente l’Amministrazione comunale, accusata di portare avanti una gestione del territorio non selettiva, priva di una visione ecologica e in palese contrasto con le promesse di tutela decantate durante l’ultima campagna elettorale.

Il "caso" Biscione, spianato l'argine naturale contro l'erosione: uno degli squarci si è consumato sul lungomare Biscione, a ridosso a un paio di km dell'area sensibile di Torrazza. Un tratto di costa, caratterizzato dalla presenza storica di canneti e accumuli naturali di posidonia, è stato letteralmente raso al suolo e livellato con mezzi meccanici. Il tutto in assenza di un regolare cartello di cantiere che esplicitasse autorizzazioni paesaggistiche e pareri di incidenza ambientale (VINCA), obbligatori per legge entro la fascia demaniale dei 300 metri dalla battigia.

L'eradicazione totale del canneto e il livellamento della sabbia hanno rimosso di fatto l'unica vera barriera naturale che difendeva la costa. Senza più questo scudo a smorzare la forza delle onde, il pericolo è ormai immediato: alla prima forte mareggiata il mare non troverà alcun ostacolo, salirà inevitabilmente sulla carreggiata stradale e arriverà a minacciare e danneggiare gravemente le abitazioni circostanti.

Oltre al gravissimo rischio idrogeologico, lo sradicamento del canneto infligge un colpo durissimo alla biodiversità del litorale. Queste aree vegetali non sono semplici "erbacce", ma ecosistemi insostituibili che fungono da fondamentale sito di sosta, rifugio e nidificazione per numerose specie di uccelli, in particolare l'avifauna migratoria e protetta che popola la vicina area umida. Distruggere questo habitat significa privare la fauna locale della sua casa e interrompere una catena ecologica delicatissima.

Sulla vicenda è intervenuta duramente Maria Letizia Pipitone, presidente del Circolo Legambiente Marsala-Petrosino, che ha rilasciato ai nostri microfoni una dichiarazione stringente sui rischi idrogeologici a cui è stato esposto il litorale: La pratica diffusa di livellare le spiagge costituisce un danno all’ecosistema delle spiagge naturali e favorisce l’erosione costiera. Quella piccola spiaggia naturale, con le canne e la posidonia spiaggiata, faceva la sua parte nel proteggere la costa di Biscione e la stessa spiaggia. Le mareggiate che arriveranno a breve svuoteranno il litorale sabbioso artificiale e metteranno in serio pericolo la strada e le abitazioni.

La "capitozzatura" selvaggia con 28 gradi: se sul lungomare si piange la scomparsa della barriera antierosione, nel cuore della via principale della città la situazione non è migliore. Il Comune ha affidato a una ditta esterna i lavori di manutenzione del verde pubblico, ma il risultato si è tradotto in una drastica "capitozzatura" degli alberi. I fusti sono stati privati quasi totalmente della chioma e ridotti a tronchi nudi e mutilati. In una Petrosino dove la colonnina di mercurio segna ancora 28 gradi, il danno va ben oltre l'impatto estetico e il decoro urbano.

Privare i viali della loro ombra significa eliminare l'azione naturale di assorbimento del calore delle piante, privando la cittadinanza di un fondamentale scudo contro l'effetto "isola di calore" e compromettendo la salute stessa degli alberi, esposti a shock vegetativi e parassiti a causa di tagli così radicali eseguiti fuori stagione. Di chi è la responsabilità? Il fatto che gli interventi sui viali siano stati materialmente eseguiti da una ditta esterna non solleva l'amministrazione dalle proprie responsabilità, tutt'altro. 

 Sulla mancata vigilanza ed esecuzione, Il Comune è il committente dei lavori e ha il dovere tassativo di vigilare sull'operato delle ditte private tramite il proprio Responsabile Unico del Procedimento (RUP). Permettere un taglio così aggressivo significa non aver inserito linee guida rigide nel capitolato d'appalto o non aver controllato il cantiere. Sulla mancanza di trasparenza, il silenzio amministrativo e l'assenza di cartelli informativi sul lungomare Biscione configurano una gestione opaca del territorio, che impedisce ai cittadini il sacrosanto diritto di accesso agli atti e di verifica della legittimità delle opere.

 Il contrasto tra la retorica ambientalista espressa in campagna elettorale dall'attuale compagine amministrativa e la realtà dei fatti odierna è netto. Trasformare una spiaggia protetta in una spianata artificiale ed esposta ai marosi, e mutilare il verde urbano, dimostra una totale assenza di sensibilità ecologica. La natura, purtroppo per Petrosino, presenterà il conto molto presto.

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