Il Teatro Impero di Marsala celebra il nuovo anno con un trionfo senza precedenti firmato dal Maestro Giuseppe Lo Cicero e dal Consiglio Direttivo dell'Accademia Beethoven. Tra sold out e una vibrante standing ovation a luci accese, il pubblico ha tributato il successo di una serata destinata a restare scolpita nella memoria della città.
Il memorabile Concerto di Capodanno, vibrante saluto all'alba del nuovo anno, ha avvolto il pubblico in una sinergia artistica di rara caratura: una performance d'eccezione che, per intensità e bellezza, merita un posto d'onore negli annali del Teatro Impero di Marsala. La serata di sabato 3 gennaio si è trasfigurata in un evento indimenticabile, un’esperienza dal pathos travolgente vissuta col fiato sospeso, dove la perizia tecnica degli artisti si è fusa armoniosamente con l'emozione pura della platea.
Il sold out sfiorato, gli applausi scroscianti e una chiusura in una vibrante standing ovation sono i numeri di un trionfo assoluto, che segna l’inizio del 2026 sotto i migliori auspici artistici e culturali. Un successo che nasce dalla determinazione dell'Accademia Beethoven e del suo Consiglio Direttivo, ma che deve il suo splendore soprattutto alla dinamica interpretativa del Maestro Giuseppe Lo Cicero, anima, talento e motore infaticabile di questo straordinario evento.
Sul palcoscenico ha brillato l'eccellenza della Compagnia Sicilides Musae, un'Orchestra Sinfonica di cinquantacinque elementi capace di una sincronia perfetta, unendo l'esperienza di veterani al vigore di giovani talenti. Sotto la bacchetta vibrante e tecnicamente ineccepibile del Maestro Gioacchino Zimmardi, l'ensemble ha mostrato una compattezza timbrica magistrale. Zimmardi, forte della sua solida formazione al Bellini di Palermo, ha saputo dosare i volumi orchestrali sin dall'apertura con la Sinfonia del Barbiere di Siviglia, dove gli archi hanno sfrecciato con un virtuosismo tipicamente rossiniano.
L'emozione è salita ai massimi livelli con l'ingresso del soprano Nati Katai, ungherese di nascita ma siciliana d'adozione. La sua interpretazione di Casta Diva dalla Norma di Bellini è stata un momento di sacralità musicale: il suo fraseggio impeccabile e il controllo del fiato hanno reso omaggio alla partitura del 1831, scatenando un applauso interminabile. Altrettanto potente l'impatto del tenore Piero Lupino Mercuri; la sua voce, affinata nei più prestigiosi teatri italiani, ha affrontato il Nessun dorma di Puccini con uno squillo verista di rara purezza e una sensibilità interpretativa fuori dal comune.
Un tocco di eleganza visiva è stato offerto dal corpo di ballo della Compagnia Nazionale di Danza Storica, diretto da Nino Graziano Luca. La precisione filologica dei costumi e la grazia delle coreografie sul Valzer brillante di Nino Rota hanno ricreato l'atmosfera aristocratica del Gattopardo, tra velluti e sguardi d'altri tempi. Il programma ha poi esplorato le vette del cinema con le colonne sonore di Ennio Morricone. I temi di Nuovo Cinema Paradiso e la galoppata epica de L’estasi dell’oro sono stati travolgenti, esaltando la versatilità timbrica dei cinquantacinque maestri d'orchestra nel passare dal rigore classico alla seduzione epica dei grandi temi d'autore.
Dopo la levigatezza del Valzer dei fiori di Čajkovskij e la verve ritmica di Brahms, il gran finale ha visto il teatro esplodere sulle note di Libiamo ne’ lieti calici dalla Traviata di Verdi. Qui, il duetto tra soprano e tenore ha raggiunto vette di assoluto prestigio: le due vocalità d'eccellenza si sono fuse in un abbraccio armonico capace di commuovere profondamente la platea. Il celebre brindisi è stato il preludio a una sorpresa finale: un inaspettato bis della Marcia di Radetzky, accompagnata dal battito ritmico del pubblico in un clima di gioia collettiva.
Ma il vero tributo è arrivato alla fine: nonostante le luci in sala fossero ormai accese, il pubblico, in una standing ovation interminabile, ha continuato ad applaudire con calore travolgente, quasi a voler trattenere quegli artisti che avevano reso la serata magica. Marsala inaugura così il nuovo anno nel segno dell'eccellenza, confermando l'Accademia Beethoven quale autorevole presidio di cultura e bellezza, capace di elevare l'offerta artistica del territorio a vette di assoluto prestigio.
La nuova Stagione Concertistica dell’Accademia Beethoven ritorna al Sollima di Marsala da domenica 22 febbraio al 17 maggio e dal 11 ottobre al 20 dicembre con 18 spettacoli, fra cui una rassegna jazz. A scopo sociale, inoltre, sono in programma 2 concerti per le scuole, un concerto all'AUSER, 2 concerti all’Associazione Finestre sul Mondo e un concerto all’Associazione Nazionale Ciechi. A giorni sarà diffuso il calendario degli eventi 2026.