La corsa alle amministrative di Marsala 2026 si arricchisce di una proposta tecnica e politica di alto profilo per il futuro del comparto agricolo locale. Mario Ragusa, stimato enologo e funzionario dell’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio (IRVO), e candidato al consiglio comunale nella lista della Lega, Ragusa mette le proprie competenze professionali al servizio della coalizione a sostegno di Giulia Adamo candidata a sindaco di Marsala, focalizzando il suo impegno elettorale su una strategia concreta per salvare il settore più importante dell’economia marsalese.
Proprio in quest'ottica, ieri 14 maggio, Ragusa è stato in visita alle cantine Paolini, guidate dal presidente Giuseppe Baiata, e alle cantine Birgi, presiedute da Giuseppe Saladino. Ai vertici delle due importanti realtà produttive ha sottoposto la sua visione per il bene comune di Marsala, improntata alla crescita e all'Economia Circolare. L’obiettivo centrale del suo programma è affrontare contemporaneamente la crisi di mercato, la sostenibilità ambientale e la valorizzazione energetica dei sottoprodotti agricoli.
Una sfida ambiziosa che Ragusa ha già iniziato a tradurre in passaggi operativi, illustrando direttamente ai presidenti delle cantine del territorio un articolato Piano strategico per il rilancio sostenibile della filiera vitivinicola. Il settore sta infatti attraversando una fase di forte difficoltà dovuta al calo dei consumi, all’aumento dei costi energetici e alla crescente competizione internazionale. Per evitare l’abbandono dei vigneti e la conseguente perdita di valore economico e occupazionale nelle aree rurali, Ragusa propone di avviare una nuova politica industriale verde incentrata sull’Economia Circolare.
Il primo pilastro del piano prevede la distillazione ecologica delle eccedenze vitivinicole. Si propone l’attivazione di un programma nazionale di distillazione ecologica delle eccedenze di vino e dei sottoprodotti della vinificazione per la produzione di bioalcool destinato alla biocarburazione. Il bioetanolo ottenuto potrebbe essere utilizzato nei carburanti a basso impatto ambientale, nella produzione di carburanti sintetici e nella filiera energetica rinnovabile nazionale. Questa misura consentirebbe di ridurre le eccedenze di mercato, stabilizzare il reddito delle aziende vitivinicole, diminuire gli sprechi produttivi, sostituire parte dei combustibili fossili con carburanti rinnovabili e abbattere le emissioni climalteranti.
Il progetto si estende poi al recupero integrale dei sottoprodotti agricoli. Vinacce, fecce e residui di potatura possono diventare materie prime energetiche per impianti di biodigestione anaerobica, producendo biogas, biometano, anidride carbonica recuperabile per uso industriale e digestato agricolo. Questo approccio trasformerebbe radicalmente gli scarti della filiera in vere risorse economiche ed energetiche.
Strettamente connesso a questo punto è l'utilizzo del biocompost nella viticoltura. Ragusa propone che il digestato e il biocompost provenienti dagli impianti di biodigestione vengano prioritariamente destinati ai vigneti del territorio. I vantaggi ambientali sarebbero significativi, comportando l'aumento della sostanza organica nei terreni, la riduzione dell’uso di fertilizzanti chimici, il miglioramento della fertilità del suolo, una maggiore capacità di trattenere acqua nei terreni, il contrasto alla desertificazione e il sequestro naturale di carbonio.
I benefici economici e territoriali di una simile visione si rifletterebbero direttamente sulla comunità marsalese, generando nuova occupazione green, un'integrazione essenziale del reddito agricolo, la riduzione dei costi di smaltimento, una maggiore autonomia energetica delle aziende agricole e lo sviluppo generale delle aree rurali interne.
Con questo programma, gli obiettivi strategici della candidatura di Mario Ragusa a sostegno di Giulia Adamo appaiono chiari: salvare la filiera vitivinicola dalla crisi strutturale, creare un modello agricolo circolare e sostenibile, favorire la transizione energetica, valorizzare i territori viticoli e trasformare il settore del vino in protagonista della bioeconomia europea.
La sintesi politica di questo impegno si condensa in un messaggio chiaro per il futuro di Marsala: Dalla crisi del vino alla nuova energia verde: nessuno spreco, tutto diventa risorsa. Secondo Ragusa, il vino invenduto non deve più rappresentare un costo o un problema gestionale, ma deve trasformarsi in una nuova opportunità ambientale, energetica ed economica per tutto il territorio agricolo.