Mazara, intervista al commissario Germanà nei trent'anni dal mancato attentato

Inaugurata targa commemorativa. Nell'intervista il pensiero del commissario su Messina Denaro e la mafia ad oggi

Roberto
Roberto Marrone
14 Settembre 2022 11:38

Era il 14 settembre del 1992 quando un commando di killer di Cosa Nostra composto da Matteo Messina Denaro, Leoluca Bagarella e Giuseppe Graviano, tentò di uccidere l'allora Commissario di Polizia di Mazara del Vallo Calogero Germanà (detto Rino). Ma il piano criminale fallì. Germanà, che transitava con la sua fiat Panda nel lungomare Fata Morgana di Tonnarella, si accorse di essere seguito da una fiat Tipo con a bordo i killer. Abbandonò l'auto e pistola in pugno si riparò in spiaggia rispondendo al fuoco. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto i killer desistettero e Germanà, ferito di striscio, fu soccorso da alcuni bagnanti e residenti e poi trasferito in tutta fretta in una località segreta. In ricordo di quanto avvenuto è stata inaugurata una targa a futura memoria. 

Nell'intervista in copertina anche il commento del Commissario Germanà sulla latitanza di Matteo Messina Denaro e sulla mafia a Mazara del Vallo, una città che ha tanto subito e che si è riscattata con tantissimi cittadini per bene, e quelli intervenuti il 14 settembre 1992 ne sono la testimonianza, ma dove ancora oggi Cosa Nostra è ancora infiltrata in alcuni ambienti e l'operazione antimafia della scorsa settimana ne è la dimostrazione. Dobbiamo essere bravi, tutti ed avere lo stesso coraggio di Germanà nel guardare in faccia il "mostro" ed eliminarlo dalle nostre vite. 

Roberto Marrone 

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