La stagione irrigua si apre tra forti tensioni e disagi per il comparto agricolo della Sicilia occidentale. Nonostante la disponibilità di risorse idriche all’interno degli invasi stradali, le aziende agricole del territorio denunciano l'impossibilità di irrigare regolarmente i propri campi a causa di guasti strutturali alla rete di distribuzione. Sotto i riflettori delle associazioni di categoria e dei produttori è finita la gestione del Consorzio di Bonifica della Sicilia occidentale, guidato dal commissario straordinario Baldassere Giarraputo, insieme al direttore generale Giovanni Tomasino e al vicedirettore generale Pieralberto Guarino. Dal mondo agricolo si solleva inoltre un forte appello al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e all’Assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino, affinché intervengano per vigilare sull'efficienza del servizio.
Le contestazioni dei produttori non si limitano all'attuale andamento climatico, ma puntano il dito contro le carenze infrastrutturali. Secondo le denunce dei coltivatori, a fronte di cartelle esattoriali onerose recapitate negli ultimi anni per presunti costi di gestione e manutenzione pregressa, le condotte idriche versano in condizioni fatiscenti. Le continue perdite, i guasti improvvisi e i ritardi negli interventi di ripristino tecnico starebbero vanificando la presenza di acqua negli invasi, trasformando un problema climatico in una vera e propria emergenza amministrativa e logistica.
La preoccupazione maggiore riguarda i danni economici subiti dalle aziende, costrette a fare i conti con un sistema di turnazione giudicato obsoleto e inefficiente. Gli agricoltori spiegano che, in caso di guasto sulla rete nel giorno prenotato per l'irrigazione, l'azienda perde il proprio turno e deve reinserirsi in coda, rischiando di attendere intere settimane prima di poter accedere nuovamente all'acqua.
Questo meccanismo a singhiozzo rischia di compromettere le colture di pregio della Sicilia occidentale. La mancanza di una distribuzione fluida a tarda primavera impedisce le prime irrigazioni dei giovani uliveti e ne limita lo sviluppo intensivo. Allarme rosso anche per le produzioni tradizionali come gli agrumeti, esposti a un forte stress idrico, e per il settore orticolo e delle colture tropicali. Particolarmente critica è la situazione denunciata per la fragolina di Sciacca e Ribera: il mancato apporto idrico durante le delicate fasi di fioritura e raccolta rischia di metterne a rischio la sopravvivenza commerciale sul territorio.
La richiesta che arriva dai campi è chiara: maggiore trasparenza sui volumi disponibili, manutenzione preventiva delle condotte prima dell'avvio della stagione estiva e un cronoprogramma certo degli interventi di riparazione. La redazione resta a disposizione dei vertici del Consorzio di Bonifica e degli esponenti regionali citati per ospitare eventuali repliche o chiarimenti in merito alle criticità sollevate dai produttori.