2026, il messaggio di Mons. Giurdanella: «La pace è una meta a cui tutti dobbiamo aspirare»

"A che giova invocare la pace nel mondo se il cuore non è smilitarizzato"?

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
03 Gennaio 2026 20:13
2026, il messaggio di Mons. Giurdanella: «La pace è una meta a cui tutti dobbiamo aspirare»

In occasione dell'inizio del nuovo anno, il Vescovo Angelo Giurdanella rivolge alla comunità un augurio profondo che scava nelle radici della convivenza umana. Citando l'antica benedizione biblica, Monsignor Giurdanella invita a non considerare la pace come un semplice traguardo diplomatico, ma come una meta che richiede la "smilitarizzazione" dell'anima. "A che giova invocare la pace nel mondo – scrive il Vescovo – se prima non bonifichiamo il campo di battaglia del nostro cuore?". Un richiamo potente alla riconciliazione e al perdono come uniche armi contro la violenza.

Il messaggio integrale:

Auguri cari e santi per il nuovo anno, 2026 che riceviamo dalle sue mani. «Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto è ti conceda pace». È un triplice augurio pieno di luce che viene dalla ripetizione del nome di Dio, che promana dalla contemplazione del suo volto. È proprio vero: per essere benedetti bisogna stare alla presenza di Dio, ricevere su di sé il suo Nome, rimanere nel cono di luce che parte dal suo volto, resta nello spazio illuminato del suo sguardo, e diffonda grazia e pace.

La pace non è un bene raggiunto ma una meta a cui tutti e ciascuno dobbiamo aspirare e per la quale dobbiamo operare. Oggi nel fissare lo sguardo sulla Madre di Dio (Theotokos, Dei Genetrix) poniamo nelle sue mani la nostra corale supplica per la pace, che imploriamo anzitutto per i nostri cuori. A che giova invocare la pace nel mondo se non bonifichiamo il campo di battaglia del cuore, minato da sentimenti, pensieri e intenzioni, non buoni. È inutile invocare il dono della pace se il mio cuore non è smilitarizzato, liberato, risanato dall’odio che lo tormenta.

«In un mondo lacerato da lotte e discordie, la ricerca sincera della pace ha inizio solo quando si piega la durezza del cuore che ama la violenza. Solo l’amore vince l’odio e la vendetta è disarmata col perdono». È lo Spirito Santo, che agisce nell’intimo dei cuori a renderli disponibili alla riconciliazione consentendo «ai nemici di aprirsi al dialogo, agli avversari di stringersi la mano e ai popoli di incontrarsi sulla via della concordia».

Affidiamo alla Madre di Dio, Regina della pace, gli inizi di questo nuovo anno, domandandole di ottenerci dal “Principe della pace” la sua benedizione, che consiste, essenzialmente, nell’avere pietà di noi, nel «lasciarci la pace, nel donarci la sua pace». Oggi nell’agurarci un buon anno aggiungiamo: tu sei per me una benedizione. Un abbraccio benedicente per tutti Voi, per la vostra comunità, per il mondo intero. Amen. Ancora auguri cari, santi e veri.

Angelo, Vescovo

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