Lascia il carcere di Castelvetrano l'ex religioso accusato di violenza sessuale nei confronti di minori

In un caso specifico, riferito a un ragazzino, la violenza si sarebbe consumata proprio durante un ritiro spirituale

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
04 Marzo 2026 12:14
Lascia il carcere di Castelvetrano l'ex religioso accusato di violenza sessuale nei confronti di minori

Il Tribunale di Palermo è tornato a occuparsi della drammatica vicenda che vede come protagonista un ex religioso di 67 anni, originario della Colombia e appartenente all'ordine dei Frati Minori Rinnovati. L'uomo è accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di almeno cinque vittime, episodi che hanno scosso profondamente la comunità religiosa di Palermo e della Diocesi di Monreale.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Palermo e coordinate dai magistrati Maria Bambino e Mario Calabrese, hanno delineato un quadro inquietante. Gli abusi sarebbero iniziati nel 2015, consumandosi prevalentemente in contesti legati alla fede: durante il sacramento della confessione o in occasione di ritiri spirituali. Secondo l'ipotesi accusatoria, l'ex frate avrebbe sfruttato il proprio ruolo per carpire la fiducia di giovanissimi fedeli, tutti di età inferiore ai 14 anni all'epoca dei fatti, fatta eccezione per un caso.

Attualmente l'imputato non si trova più in carcere. Dopo un periodo di detenzione a Castelvetrano, il Collegio della II sezione penale ha disposto per lui gli arresti domiciliari con l'ausilio del braccialetto elettronico. La misura cautelare viene eseguita in una località segreta per ragioni di sicurezza e opportunità. Nel frattempo, la Diocesi ha già provveduto a sollevare l'uomo dal suo incarico sacerdotale, allontanandolo formalmente dalla struttura ecclesiastica.

Il processo vede una massiccia costituzione di parti civili. Oltre alle vittime e ai loro nuclei familiari, assistiti dai legali Federica Prestidonato e Marcello Drago, si sono schierate in aula diverse realtà istituzionali e associative. Tra queste spiccano la Diocesi di Monreale e lo stesso ordine dei Frati Minori Rinnovati, rappresentati dall'avvocata Giulia Galati, a testimonianza della volontà della Chiesa di fare chiarezza su quanto accaduto.

Hanno ottenuto il riconoscimento come parti civili anche le associazioni Cotulevi e Insieme a Marianna, rispettivamente tutelate dalle avvocate Girolama Manzella e Alessandra Inguaggiato. La presenza di queste realtà sottolinea la rilevanza sociale di un caso che coinvolge la tutela dei minori in contesti ritenuti, per definizione, protetti.

Le udienze stanno portando alla luce testimonianze delicate che ricostruiscono le modalità degli approcci. In un caso specifico, riferito a un ragazzino, la violenza si sarebbe consumata proprio durante un ritiro spirituale, un momento che avrebbe dovuto essere di riflessione e crescita personale. La sequenza degli episodi contestati ha portato all'unificazione di due diversi procedimenti penali, ora accorpati per garantire una visione d'insieme sulla condotta dell'ex religioso.

Il dibattimento prosegue con il rito ordinario e nelle prossime settimane sono previste ulteriori audizioni per cristallizzare le prove a carico dell'imputato. La sentenza dovrà stabilire le responsabilità definitive in una vicenda che ha trasformato luoghi di spiritualità in scenari di presunta violenza.

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