Apparecchi da gioco illegali: la Cassazione conferma la legittimità degli accertamenti fiscali

La Suprema Corte respinge il ricorso di un esercente di Caltanissetta confermando il versamento di 127mila euro

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
03 Febbraio 2026 09:06
Apparecchi da gioco illegali: la Cassazione conferma la legittimità degli accertamenti fiscali

La Corte di Cassazione ha sancito la legittimità degli atti di accertamento finalizzati al recupero dell’imposta sui giochi in tutti i casi in cui vengano rinvenuti apparecchi destinati a scommesse illegali all'interno di locali commerciali. La decisione, come riportato da Agipronews, chiarisce un punto fondamentale riguardante l'applicazione delle imposte sui dispositivi non autorizzati.

I giudici di legittimità hanno spiegato che la recente sentenza della Corte Costituzionale relativa al Decreto Balduzzi non ha alcun impatto su questa tipologia di contestazioni. Tale precedente giurisprudenziale, che aveva rimosso il divieto di mettere a disposizione apparecchiature per il gioco online nei pubblici esercizi, non si estende infatti all’imposta unica dovuta per gli apparecchi non collegati alla rete statale, i quali rimangono a tutti gli effetti considerati illegali.

Il caso specifico riguarda un avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Caltanissetta per l’annualità 2015. L'ente aveva ordinato a un esercente il pagamento di 127mila euro, a cui si aggiungono interessi e sanzioni, a causa della presenza nel locale di quattro "totem" destinati al gioco online con vincita in denaro e privi del necessario collegamento alla rete dei Monopoli.

Nonostante i ricorsi presentati dal gestore, la Cassazione ha respinto le contestazioni relative all’onere della prova e alla presunta violazione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (Tulps). La Corte ha confermato che la sentenza di secondo grado risulta correttamente motivata e che la valutazione delle prove non può essere messa in discussione in sede di legittimità, ribadendo che gli strumenti in questione rientravano pienamente nelle categorie soggette a tassazione previste dalla normativa vigente.

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