In un intervento congiunto, il segretario regionale del PSI Nino Oddo e il segretario comunale di Messina Enrico Nastro Siniscalchi intervengono con forza nel dibattito sulle alleanze per le prossime elezioni regionali. I due esponenti socialisti esprimono pieno sostegno alla linea del capogruppo PD all'Ars, Michele Catanzaro, favorevole a un allargamento della coalizione che includa anche il movimento "Sud chiama Nord" di Cateno De Luca.
Secondo Oddo e Nastro Siniscalchi, è necessario abbandonare i "veti morali" e il massimalismo ideologico per abbracciare un approccio laico e pragmatico. Citando i risultati amministrativi ottenuti da De Luca a Messina, i segretari sottolineano come la frammentazione dell'opposizione sia l'unica strada che porterebbe a una nuova, inevitabile sconfitta contro l'attuale governo regionale. L'appello finale è alla lucidità politica: giudicare sui programmi e sulla realtà dei fatti per costruire una vera alternativa di governo in Sicilia.
La nota diffusa agli organi di stampa:
Egregio direttore,
interveniamo in ordine al dibattito che con puntualità svizzera si accende all’interno del centro-sinistra sul tema politico delle alleanze in prospettiva delle prossime elezioni regionali. Questa volta il casus belli (come spesso accade, tutto interno al Pd) sarebbe stato rappresentato dalle ultime dichiarazioni del capogruppo all’Ars del Partito democratico Michele Catanzaro che, per la verità, confermano quanto dallo stesso già affermato nel mese di gennaio durante la convention di TiAmo Sicilia.
L’autorevole deputato ha, in una recente intervista, richiamato le forze di opposizione al senso di responsabilità e alla necessità di allargare il “campo” (che, del resto, dovrebbe essere “largo”, per definizione), onde evitare inutili frammentazioni che, come la storia recente del centro-sinistra suggerisce, porterebbero alla ennesima (evitabile?) sconfitta. Risultato che riconsegnerebbe la Sicilia nelle mani di forze delegittimate sul piano politico e vittime esse stesse di una paralisi amministrativa senza precedenti (vedasi la vicenda del rimpasto, nonché la paralisi all’Ars per motivi tutti interni alla coalizione di governo, per tacere delle questioni giudiziarie).
Alle dichiarazioni dell’onorevole Catanzaro sono seguite le solite periodiche crisi convulsive dei dispensatori di patenti in servizio permanente effettivo che si ostinano, nella piena tradizione berlingueriana in salsa Tatò e Rodano, ad agitare pretesi vessilli morali ,mai sostanziati da argomenti di praxis politica ( ma neanche, ahimè di teoria, che, almeno ai tempi dei loro padri non mancava, seppur in forma di fumose e non ancora ben chiarite terze vie…con eccezioni dei miglioristi Pci che avevano iniziato a fare i conti con il leninismo…).
Bene ha fatto il vostro editore, dottor Pippo Trimarchi, che, in un richiamo al manzoniano “vero per soggetto” ha prontamente ( e laicamente) elencato i provvedimenti “di sinistra” che il movimento di Cateno De Luca ha realizzato nella città di Messina, riportandoci alla cruda realtà dei fatti ( quella, per intenderci che gli elettori dimostrano spesso di riconoscere molto meglio di tanti pretesi addetti ai lavori). Dalla raccolta differenziata, all’ottenimento della Bandiera Blu, al funzionamento dei mezzi pubblici, ed altri.
Lungi da noi voler essere gli apologeti del Deluchismo di cui riconosciamo laicamente gli aspetti positivi ma, al contempo, ne contestiamo spesso i metodi, nonché, in più di un’occasione gli stessi meriti delle questioni. Tuttavia, proprio perché “laici” e liberi da condizionamenti ( in primis quelli di un certo massimalismo che da Livorno nel 1921 ad oggi si ripropone con medesima declinazione, quasi fosse un pattern neuro-cognitivo, più che una prassi politica…) riteniamo che quanto espresso dall’onorevole Catanzaro sia semplicemente frutto di buon senso e lucidità politica. E ci chiediamo, se proprio il centro-sinistra vuole proporre una reale alternativa a questa destra, quali siano le ragioni di tali apodittiche chiusure.
Quali i motivi per cui , proprio nell’ottica di quello che si ostinano a definire campo largo i “testardamente unitari” dovrebbero essere gli unici custodi del Tempio, selezionando suo modo chi sia degno di entrarvi e chi no. A Messina, come in Sicilia. Come in Italia, dove è già partita la bombarda contro un’altra eretica (tale Silvia Salis che oserebbe sfidare gli unti Schlein e Conte…). E quali sarebbero gli strumenti per rendere questo campo “inclusivo” ( altro termine oltre modo abusato in questi tristi tempi…). Ma, soprattutto, ci chiediamo con quale approccio ci si candida a governare i processi di questi nostri “tempi complessi”, per dirla con Morin. Non crediamo che per le sfide di oggi e di domani possa essere utile un piglio da Sant-Just in salsa politically correct.
Preferiamo la lucidità, il pragmatismo e il principio di realismo che ogni uomo politico dovrebbe avere. Giudichiamo dai programmi, da cosa ci impegniamo a condividere e realizzare per il futuro nostro e dei nostri figli. Senza mai rinunciare all’unico vero Principio Assoluto. Quello dell’etica politica cui non possiamo, non dobbiamo , non vogliamo derogare.
On. Nino Oddo-Segretario Regionale PSI
Prof. Enrico Nastro Siniscalchi-Segretario Comunale PSI Messina