Due vite spezzate dalla stessa mano spietata, due simboli di una guerra che non ha risparmiato né l'innocenza di un bambino né il rigore di un servitore dello Stato. Venerdì 9 gennaio, Custonaci si fermerà per commemorare Giuseppe Di Matteo e Giuseppe Montalto, vittime di una Cosa nostra che, tra il 1995 e il 1996, cercò di piegare le istituzioni con il sangue e il terrore.
La giornata della memoria inizierà alle 11.15 in Piazza Giuseppe Di Matteo. Qui, ai piedi del murales che ritrae il dodicenne rapito nel 1993, verrà deposta una corona di fiori. La vicenda Di Matteo resta una delle pagine più infami degli atti giudiziari siciliani: 799 giorni di prigionia tra stalle e bunker sotterranei, conclusi l'11 gennaio 1996 con lo strangolamento e la dissoluzione del corpo nell'acido. Una condanna a morte decisa dai vertici di Cosa nostra per punire il padre, il collaboratore di giustizia Santino Di Matteo. La cerimonia "Un Angelo al Galoppo" toccherà corde profonde proprio a Purgatorio, frazione che per due mesi fu la prigione invisibile del piccolo ostaggio.
Successivamente, il corteo si sposterà in via Ortigia per rendere onore a Giuseppe Montalto, l'agente della Polizia Penitenziaria trucidato il 23 dicembre 1995. Montalto, in servizio all'Ucciardone, era un "ostacolo" per i boss detenuti in regime di massima sicurezza: aveva intercettato i pizzini che i capomafia tentavano di scambiarsi. Per questo rigore morale, fu freddato davanti alla moglie incinta e alla figlia neonata a Palma. Alle 12.15 verrà scoperta una targa a lui dedicata nel parco giochi cittadino.
Le cerimonie vedranno una partecipazione istituzionale di alto profilo, a testimonianza della rilevanza dei fatti di cronaca che hanno segnato il distretto trapanese. Oltre al Prefetto di Trapani, Daniela Lupo, sono attesi il presidente della Commissione Nazionale Antimafia, Chiara Colosimo, e il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove.
Fondamentale sarà la presenza dei familiari delle vittime e degli studenti dell’Istituto “Lombardo Radice – Fermi”, ai quali è affidato il compito di mantenere vivo il ricordo di un passato di sangue affinché non diventi mai oblio. La giornata si concluderà con un momento di riflessione nel Santuario di Maria Santissima di Custonaci, a suggellare un impegno civile che, trent'anni dopo, non intende fare passi indietro.