Si avvia verso la chiusura alla grande la prima edizione del Presepe Vivente di Ciavolo, in scena negli spazi della Parrocchia Maria SS. della Cava. Dopo settimane intense, partecipate e ricche di emozioni, martedì 6 gennaio il presepe vivente saluterà il pubblico con l’arrivo dei Re Magi, momento simbolico che chiuderà il ciclo delle visite e suggellerà un’esperienza costruita giorno dopo giorno dalla comunità.
Non sarà un’inaugurazione, ma una giornata conclusiva attesa e sentita, alla quale prenderanno parte anche rappresentanti dell’amministrazione comunale, con il sindaco Massimo Grillo, insieme ai protagonisti di un progetto che ha scelto di raccontare la Natività ambientandola in una Sicilia antica, rurale e autentica. Una scelta dichiarata fin dall’inizio, sintetizzata nel messaggio che accompagna l’intero percorso: “Gesù nasce a Ciavolo”.
Il Presepe Vivente di Ciavolo non è stato pensato come una scena statica, ma come un racconto vivo. I visitatori hanno camminato tra casette, botteghe e ambientazioni rurali, incontrando circa cento personaggi in costume d’epoca, impegnati a rappresentare mestieri, gesti e scene di vita quotidiana di una Sicilia di un tempo.
A guidare il cammino spirituale è stato il parroco don Marco Laudicina, che ha più volte sottolineato come il presepe vivente sia diventato uno strumento di evangelizzazione semplice e diretto, capace di parlare attraverso immagini, silenzi, profumi e presenza umana. Accanto a lui, la direzione artistica e il contributo organizzativo dei Trikke e Due Cabaret – Enzo Amato Màs e Nicola Anastasi, con Nicola Anastasi nel ruolo di direttore artistico, hanno dato coerenza e armonia all’intero percorso.
Il progetto è nato e cresciuto dentro la comunità di Ciavolo, con il coinvolgimento della parrocchia, dei volontari, dei gruppi parrocchiali, dell’MCL e di tutte le realtà che hanno scelto di mettersi a disposizione, ognuna con il proprio contributo.
Uno degli elementi che ha reso il percorso ancora più coinvolgente è stato quello delle degustazioni, che saranno presenti anche nell’ultimo giorno di apertura, martedì 6 gennaio. Lungo il cammino, i visitatori hanno potuto fermarsi e condividere sapori semplici e autentici, parte integrante del racconto.
Tra le proposte: patate bollite, lenticchie bollite, pane con olio extravergine d’oliva, miele, zabbina siciliana, ricotta e formaggio, pomodori secchi, calia (ceci). Un modo concreto per unire spiritualità e convivialità, trasformando la visita in un’esperienza da vivere con lentezza e partecipazione.
Accanto alla visita dal vivo, il presepe vivente ha continuato a vivere anche attraverso centinaia di immagini e condivisioni social, diventate virali nel corso delle settimane. Fotografie, video e racconti hanno accompagnato il passaparola, contribuendo ad attirare visitatori da tutta la provincia di Trapani e da diverse zone della Sicilia.
Le immagini hanno restituito l’anima del presepe: volti, mani, sguardi, dettagli che raccontano il lavoro dei figuranti e la cura delle scene. Una memoria visiva che resterà anche oltre la chiusura di questa prima edizione.
La giornata di martedì 6 gennaio rappresenta il momento conclusivo di questo cammino. L’arrivo dei Re Magi chiuderà simbolicamente il presepe vivente, regalando ai visitatori un ultimo quadro carico di significato. Tutte le scene saranno attive, il percorso sarà completamente visitabile e le degustazioni accompagneranno anche quest’ultima serata.
Gli organizzatori invitano chi non è ancora riuscito a visitare il presepe, o chi desidera tornare, a scegliere questa giornata finale, pensata come un saluto collettivo a un’esperienza che ha unito fede, tradizione e comunità.
Per informazioni e supporto organizzativo è disponibile il numero 392 2419114.
La chiusura del Presepe Vivente di Ciavolo non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una storia che ha già lasciato il segno. La comunità si è scoperta capace di costruire bellezza insieme, scegliendo una strada identitaria e condivisa. Martedì 6 gennaio sarà l’occasione per salutare questo primo capitolo e, allo stesso tempo, per immaginare il futuro di una tradizione che può crescere ancora.