Gibellina prima Capitale italiana dell'arte contemporanea: le dichiarazioni di Pellegrino, Quinci e altri

Gibellina risorge ufficialmente come Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
15 Gennaio 2026 16:42
Gibellina prima Capitale italiana dell'arte contemporanea: le dichiarazioni di Pellegrino, Quinci e altri

Nel giorno del ricordo e della rinascita, Gibellina scrive una pagina indelebile della sua storia. Con l’inaugurazione ufficiale di “Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026”, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, la città del Belìce diventa il centro nevralgico della produzione culturale nazionale.

Un ruolo decisivo in questo percorso di riconoscimento è stato giocato dalla sinergia tra i diversi livelli di governo, un punto su cui si è soffermato con forza l’On. Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’ARS. Per Pellegrino, il titolo conquistato da Gibellina non è un traguardo isolato, ma il frutto di una strategia politica precisa volta a valorizzare i territori feriti.

"Gibellina è un simbolo di resilienza e rinascita, la prova concreta che dalle tragedie possono scaturire nuove energie vitali per le comunità," ha dichiarato l'On. Pellegrino. "Il riconoscimento di Capitale 2026 non è solo un titolo prestigioso: sarà uno strumento e un volano per iniziative diffuse, portatrici di attenzione, turismo e nuova economia per l'intera Sicilia."

Il capogruppo ha poi sottolineato il peso dell’intervento governativo: "Tutto questo è stato possibile grazie all'impegno del Governo regionale e del Presidente della Regione, in stretta sinergia col Governo nazionale. Abbiamo investito sulla cultura per trasformare il dolore e la distruzione in bellezza e innovazione, creando un'occasione di sviluppo concreto e duraturo."

A fare eco alle parole di Pellegrino è stato il Presidente del Libero Consorzio di Trapani, Salvatore Quinci, che ha definito l’evento "l'apoteosi di un'idea". Quinci ha rivendicato con orgoglio il "filo rosso" ereditato da Ludovico Corrao, ammonendo che Gibellina 2026 non deve essere considerata un punto d'arrivo, ma un "atto fondativo" per una nuova storia del territorio, basata sulla competenza e sulla trasparenza.

Anche Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano (ANCI Sicilia) hanno celebrato il coraggio di una città che ha saputo trasformare una ferita in un linguaggio universale, definendo la cultura come un "atto di resistenza".

Il Programma: "Portami il Futuro"

Il progetto è sostenuto dalla Regione Siciliana, dal Comune di Gibellina, dal MAC e dalla Fondazione Orestiadi. La complessità della manifestazione è garantita da un impianto plurale:

  • Direttore Artistico: Andrea Cusumano.
  • Co-curatori: Cristina Costanzo ed Enzo Fiammetta.
  • Coordinatore di progetto: Antonio Leone.
  • Comitato curatoriale di supporto: Antonella Corrao, Arianna Catania, Alfio Scuderi e Giuseppe Maiorana.
  • Comitato Scientifico: Antonia Alampi, Achille Bonito Oliva, Marco Bazzini, Michele Cometa, Hedwig Fijen, Claudio Gulli, Teresa Macrì e Maurizio Oddo.

Giovedì 15 Gennaio 2026

La giornata inaugurale si focalizza sul ruolo di Gibellina come "Città Frontale" e sul Mediterraneo.

  • Inaugurazione Mostra: "Dal mare. Dialoghi con la città frontale", a cura di Andrea Cusumano.
    • Dove: Teatro di Pietro Consagra.
    • Opere: Video-installazioni Resto del duo MASBEDO e The Bell Tolls Upon the Waves di Adrian Paci.
  • Inaugurazione Mostra: "Colloqui", a cura di Cristina Costanzo ed Enzo Fiammetta.
    • Focus: Il lavoro di cinque artiste cardine: Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot, Nanda Vigo.
  • Evento Musicale (ore 19.30): Concerto della Banda del Sud presso la Sala Agorà.

    Un omaggio al Mediterraneo con canti in diverse lingue diretti da Gigi Di Luca e Mario Crispi.

Venerdì 16 Gennaio 2026

Il secondo giorno esplora la territorialità e la sacralità dell'arte.

  • Progetto Installativo: "Austerlitz" di Daniele Franzella.
    • Dove: Chiesa di Gesù e Maria (progettata da Nanda Vigo).
  • Mostra Collettiva: "Generazione Sicilia. Collezione Elenk’Art", a cura di Alessandro Pinto e Sergio Troisi.
    • Dove: MAC – Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao. Una narrazione della pluralità dei linguaggi artistici siciliani.
  • Grande Evento di Chiusura (ore 21.00): Concerto di Max Gazzè in Piazza 15 Gennaio 1968. L'artista, accompagnato dalla Calabria Orchestra nel progetto Musicae Loci, celebrerà l'apertura ufficiale con tutta la cittadinanza.

Gibellina 2026 si propone come laboratorio per riflettere sul ruolo dell'arte nella costruzione dello spazio pubblico e della democrazia. "Portami il futuro" non è solo uno slogan, ma la promessa di un anno intero di residenze d'artista, festival e rassegne che faranno di questo territorio l'epicentro della cultura mediterranea.

Con il sostegno di un milione di euro dello Stato e il supporto della Regione Siciliana, Gibellina si prepara a dodici mesi di mostre, festival e riqualificazioni urbane. La sfida, lanciata oggi dalle autorità, è quella di dimostrare che l'arte non è un vezzo elitario, ma un'alleata della politica per scrivere una storia di riscatto economico e sociale.

La dichiarazione dell'On. Stefano Pellegrino:

Gibellina è un simbolo di resilienza e rinascita, la prova concreta che dalle tragedie possono scaturire nuove energie vitali per le comunità e i territori. Il riconoscimento di Capitale italiana dell'arte contemporanea 2026 non è solo un prestigioso titolo, ma sarà uno strumento e un volano per iniziative diffuse, portatrici di attenzione, turismo e nuova economia per l'intera Sicilia. 

Tutto questo è stato possibile anche grazie all'impegno del Governo e del Presidente della Regione, in stretta sinergia col Governo nazionale, con un investimento sulla cultura, per trasformare il dolore e la distruzione in bellezza e l'innovazione, in occasione di sviluppo concreto e duraturo

La nota stampa del Presidente del Libero Consorzio Salvatore Quinci:

Oggi è il giorno dell'inaugurazione ufficiale di un evento che trova il suo legittimo e meritato posto nella storia. Ma oggi è soprattutto l'affermazione, oserei dire, senza retorica, l'apoteosi di un'idea. E' la rappresentazione di un solco tracciato prima di tutto con l'anima. Prende forma e dichiara sostanza una traccia forte, spero indelebile, di umanesimo, di una visione quasi rivoluzionaria, in tempi bui, come quelli che stiamo attraversando. Una visione che dice che l'arte è terra, è territorio, che non c'è astrazione ed anche se c'è, è comunque legata ad una prospettiva.

La cultura, i percorsi culturali che si svilupperanno in questo anno dicono, gridano al mondo, che la bellezza non è una bella parola da usare in pomposi convegni, non è un vezzo elitario, dunque per pochi. Tutt'altro. Gibellina 2026 la consacra invece come elemento di crescita, come valore in un sistema di valori che non possono che legarsi a sentimenti di pace, di rispetto, di democrazia. A sentimenti di popolo.

Qui ed ora c'è una comunità, senza confini, che si riconosce in un progetto di vita, che si oppone ai progetti di morte che ci opprimono e che ci condizionano quotidianamente.

Gibellina, noi tutti, ci stiamo assumendo una grande responsabilità. Da questo territorio spesso mortificato, additato, per errore, come esempio di fallimenti, d'indifferenza, nasce una smentita netta. I problemi ci sono e ci sono stati. La narrazione è ben conosciuta. Ma c'è anche stato un filo rosso che non si è mai spezzato e che siamo chiamati a celebrare, a difendere e rilanciare. Quel filo l'ha intrecciato e custodito Ludovico Corrao. La forza di Gibellina 2026 sta in questo filo robusto, ancora vivo e vitale.

Un filo che è Memoria. Perché ha superato le macerie di un terremoto che non ha soltanto devastato case e abitazioni, che non ha soltanto cancellato vite e famiglie, ma ha soprattutto colpito l'anima, quel che c'è di più profondo dell'identità umana.

Memoria ed anche Storia. Gibellina 2026 è stata costruita nel tempo. La via tracciata ha fatto il suo corso. L'idea è caduta e si è rialzata. Le Opere si sono sedimentate nel tessuto connettivo di questo territorio e non solo. Hanno un valore simbolico che va difeso, che va conservato, con interventi concreti che attengono ad un progetto di governo della Valle del Belice. Ma è la loro spiritualità a dover essere preservata ed indicata come espressione vera e reale di cambiamento.

Dunque Memoria, Storia, e quindi presente, qui ed ora.

Abbiamo una grande opportunità. Grande ma impegnativa perché richiede perseveranza, capacità di resilienza e di impermeabilità ad un modo di essere e di fare, che ci coinvolge, quello del tutto e subito. Quello dell'evento fine a se stesso. Pronti a mollare senza lasciare nessuna traccia. Pronti a lanciarci in una nuova occasione che sarà ancora una volta soltanto una opportunità inespressa. Per andare oltre sarà invece necessario considerare Gibellina 2026 uno strumento e non un punto d'arrivo.

Arte, bellezza, immaginazione artistica, liberano il pensiero, alimentano il sapere, superano steccati, vanno oltre le consuetudini ma hanno anche regole ferree. L'arte è competenza, è studio, è sacrificio. La bellezza si nutre di parametri estetici, a volte quasi matematici, l'immaginazione artistica è fatta d'improvvisazione ma l'improvvisazione non è superficialità. Ha un canovaccio di regole concettuali che consentono di liberare l'estro, il genio umano.

Aggiungo che arte, bellezza ed immaginazione sono semplici perché dirette, anche nella loro complessità. Sono trasparenti. Sono, dunque, e possono essere, alleate di una politica che vuole fare e non ostacolare, che vuole scrivere la storia ma senza paroloni. Gibellina 2026 c'impone di guardarci allo specchio, come cittadini, come amministratori, come società e comunità.

Ci chiama a cambiare. I processi culturali andranno comunque avanti. Sta a noi decidere se parteciparvi o meno

Il Libero Consorzio Comunale di Trapani ha messo a disposizione tutte le sue risorse possibili e non mi riferisco soltanto agli aspetti economici. La collaborazione è stata ed andrà oltre l'etichetta istituzionale.

Concludo con un auspicio, che spero possa diventare realtà. Quello di poter considerare l'evento Gibellina 2026 un non evento. Ma il primo capitolo di una nuova storia. Il programma di Gibellina Capitale dell'Arte Contemporanea ne sia l'atto fondativo, la riprova che il filo rosso continua la sua strada. La nostra strada. 

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