La scomparsa dell’avv. Marianna Licari, stimata professionista del Foro di Marsala, ha lasciato un vuoto profondo non solo nelle aule di giustizia ma anche nel tessuto umano di quanti l'hanno conosciuta. Il cordoglio espresso dagli Ordini degli avvocati di Marsala (di cui era Tesoriere), Trapani, Palermo, unitamente ai numerosi colleghi che ne hanno sempre lodato la pacatezza e la gentilezza, testimonia il valore di una donna che ha saputo esercitare la professione con estrema dignità. Tra le voci più rotte dal dolore emerge quella di Michele Buffa, che con l'avvocato Licari condivideva un legame che andava ben oltre il rapporto tra assistito e difensore.
Per Michele Buffa, Marianna Licari non era soltanto il legale che, insieme all’avvocato Nicolò Clemenza, ha lottato per la sua verità fino all'assoluzione in appello dopo una condanna in primo grado a quindici anni (Buffa era imputato per voto di scambio elettorale politico mafioso nell'ambito dell'Operazione Hesperia, assolto in via definitiva, N.d.A.). Era, prima di tutto, la cognata e il pilastro umano che gli mi è rimasto accanto giorno dopo giorno durante il lungo e tormentato iter giudiziario relativo alle accuse di voto di scambio, racconta Michele Buffa ai nostri microfoni. Il loro era un rapporto simbiotico, nutrito da una profonda stima reciproca e da un affetto familiare che Marianna, figlia unica, amava sottolineare spesso, definendo Michele come il fratello che non aveva mai avuto.
Oggi Michele Buffa appare doppiamente provato da questa perdita improvvisa. Da un lato piange la professionista che lo ha assistito nelle vicende giudiziarie con tenacia e competenza, dall'altro soffre per la scomparsa di una sorella elettiva. Si dichiara profondamente grato e riconoscente ai suoi legali e in particolare a Marianna, descrivendola come una persona che non ha mai fatto mancare il proprio supporto emotivo, superando i confini della deontologia per approdare a una solidarietà umana autentica, non dubitando nemmeno per un attimo dell’innocenza.
La prematura scomparsa dell'avvocato Licari lascia un grande vuoto nella sua famiglia, nel marito Antonio e nel figlio di ventiquattro anni, oltre che in tutti coloro che ne hanno apprezzato lo stile discreto e la dedizione al lavoro. Resta il ricordo di una donna capace di trasformare il diritto in uno strumento di vicinanza e di vita, segnando profondamente l'esistenza di chi, come Michele Buffa, ha trovato in lei non solo un difensore, ma una guida costante e premurosa.