Ingresso della Lega nella Giunta Musumeci, prossimamente a Mazara Quinci e Randazzo alleati?

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
14 Maggio 2020 09:37
Ingresso della Lega nella Giunta Musumeci, prossimamente a Mazara Quinci e Randazzo alleati?

Nelle ultime 24 ore, soprattutto attraverso i social, si stanno levando cori di disappunto, protesta e delusione per l’ingresso della Lega nella Giunta regionale guidata da Nello Musumeci. Il partito di Matteo Salvini avrebbe accettato dal Governatore Siciliano l’Assessorato  regionale dei Beni culturali e dell'Identità siciliana, quella delega che fu del compianto, e da tutti apprezzato (da destra a sinistra), prof. Sebastiano Tusa, delega che dopo la sua tragica morte Musumeci ha tenuto per se; il nome del nuovo assessore, scelto dal segretario leghista Candiani, potrebbe essere quello di Matteo Francilia, sindaco di Furci Siculo, un Comune del messinese di tremila abitanti.          In  pratica con questo “escamotage” Musumeci ha trovato l’accordo fra le forze del centrodestra sulla nuova composizione della Giunta regionale.

Ha accontentato tutti, da Forza Italia, con Miccicchè che già “tuonava” avvertendo il rischio di perdita di alcuni assessorati (in primis Agricoltura e Pesca guidato da Bandiera), e l’Udc che ha cercato con tutte le forze di tenersi stretti gli assessorati alle Attività Produttive (con l’alcamese Turano) e quello dell’Energia (con il veneto Pierobon). Adesso la Lega però potrebbe però piazzare suoi uomini di fiducia nei vari Dipartimenti Regionali Strano che il Governatore regionale non abbia sacrificato quell’area centrista meno vicina agli altri partiti delle forze di governo, e cioè quella rappresentata dall’assessore  Roberto Lagalla  e dal gruppo “Popolari e Autonomisti”, ove presente un componente legata all’ex presidente Raffaele Lombardo e all’ex ministro Saverio Romano.

Questo nuovo assetto politico all’insegna del “tutti dentro”, formalizzato con l’entrata della Lega nella Giunta Regionale, che ripercussioni potrebbe avere a livello locale? A Mazara del Vallo vi è una Amministrazione comunale che non ha una chiara connotazione politica essendo il risultato di un ‘assembramento’ di liste e movimenti civici gran parte delle quali hanno al loro interno componenti (anche rappresentanti nella stessa Giunta Quinci e nel Consiglio comunale) che dialogano da tempo (già all’indomani delle elezioni Amministrative)  con il Governo regionale di Musumeci, e non solo per fatti meramente amministrativi, ma anche per fatti strettamente politici in chiave elettorale.

Lo stesso primo cittadino mazarese non ha mai nascosto una certa “simpatia” per il Governatore Musumeci; ricordiamo anche la sua presenza fra le prime file della sala gialla del Cinema Rivoli quando nel dicembre 2019 Musumeci fu in visita a Mazara nella veste di leader fondatore di “Diventerà Bellissima”; è forse un mistero che molti esponenti del centro destra (Forza Italia, Udc e Diventerà Bellissima) che, appoggiarono al primo turno il candidato sindaco Benedetta Corrao, al ballottaggio scelsero Quinci? La “luna di miele” è continuata anche dopo l’elezioni amministrative con una fitta interlocuzione, feeling più volte propagandato, con il Governo regionale.

Ritornando alle elezioni amministrative a Mazara del Vallo, ricordiamo che Salvatore Quinci ebbe come suo maggiore avversario Giorgio Randazzo, che quando ancora era consigliere di opposizione a Cristaldi aveva aderito (in vista delle elezioni) alla Lega; Randazzo fu prescelto da Salvini e Candiani quale candidato a sindaco a Mazara del Vallo. Al ballottaggio fu una battaglia senza esclusione di colpi, da una parte e dall’altra, con l’entourage del futuro sindaco che incentrò la sua campagna mediatica facendo leva sui sentimenti antileghisti della maggioranza dei mazaresi; paradossalmente il comizio dello stesso Matteo Salvini nel quartiere “marinaro” del Trasmazaro si dimostrò un autentico boomerang per Giorgio Randazzo che, nonostante questo, perdette il ballottaggio per circa 900 voti.

(in foto collage di copertina da dx Salvatore Quinci e Giorgio Randazzo). Finite le elezioni Randazzo, secondo quanto stabilito dalla legge elettorale, è entrato in Consiglio comunale divenendo di fatto il capo dell’opposizione alla maggioranza dell’Amministrazione Quinci. Una opposizione che si è sempre più indebolita, nonostante le "roboanti trovate" di Randazzo, sia per il “harakiri” del M5S (spaccato fra integralisti e collaborazionisti) che per il progressivo passaggio di consiglieri alla stessa maggioranza di Quinci; l’ultimo caso potrebbe essere quello del consigliere Ilenia Quinci eletta propria nella lista della Lega e che ha invece aderito di recente (e pertanto espulsa dalla Lega) al movimento VIA dell’ex sen.

Nino Papania (che si è dichiarato vicino al Governo regionale) che vanta molti simpatizzanti mazaresi nella maggioranza di Quinci. Adesso però all’interno del Governo Musumeci vi è ufficialmente la Lega. Pertanto ci chiediamo come si comporteranno Salvatore Quinci e Giorgio Randazzo? Continueranno come se nulla fosse nel loro percorso parallelo e di contrapposizione? Oppure arriverà dall’alto, da Palermo, un “diktat”, per un tacito armistizio o addirittura per una rinnovata alleanza in nome del centro destra? Come reagirà l’ala progressista di “SiAmo Mazara”, l’unica lista civica, insieme a “Partecipazione Politica” che in maggioranza rappresenta l’anima di sinistra del progetto Salvatore Quinci sindaco? Oppure si continuerà a far finta di niente in nome di quel “civismo” che in questi anni ha distrutto i valori dell’appartenenza ideologica e dei partiti tradizionali?...

Questo forse merita un discorso ancor più approfondito. Francesco Mezzapelle

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