Stagnone, interviene la biologa marina Laura Occhipinti

Un equilibrio fragile tra uomo e natura

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
16 Febbraio 2026 10:16
Stagnone, interviene la biologa marina Laura Occhipinti

Lo Stagnone di Marsala rappresenta un ecosistema unico dove la cultura millenaria delle saline e dei mulini convive con una biodiversità straordinaria, dalle praterie di Posidonia ai fenicotteri rosa. Protetta dalla Rete Natura 2000, la laguna funge da polmone d'ossigeno e area nursery essenziale per numerose specie ittiche e migratorie. 

Su questo delicato scenario è intervenuta la biologa marina Laura Occhipinti, sottolineando come la bellezza di questo patrimonio sia minacciata da pressioni antropiche non regolate e attività invasive. La nota evidenzia l'urgenza di una gestione turistica ecosostenibile che privilegi la tutela degli habitat rispetto allo sfruttamento. Solo un approccio rispettoso e consapevole può garantire la sopravvivenza di questo inestimabile valore naturale e identitario.

La nota diffusa agli organi di stampa:

Lo Stagnone di Marsala è un’area che racchiude in sé natura, archeologia e attività lavorative dell’uomo, storicamente e profondamente legate alla presenza dei mulini e alla cultura delle saline, che rappresentano un elemento identitario e funzionale dell’intero sistema lagunare.Dal punto di vista ecologico, la presenza di specie botaniche come Posidonia oceanica testimonia un sistema di praterie sommerse di enorme valore ambientale: queste praterie producono elevate quantità di ossigeno, migliorano la qualità delle acque e svolgono una funzione essenziale come area nursery, offrendo riparo e nutrimento ai giovanili di numerose specie ittiche e contribuendo alla stabilità dell’ecosistema.

A questo si aggiunge il ruolo fondamentale della fauna bentonica, rappresentata da spugne, policheti e crostacei, che contribuiscono a filtrare l’acqua, riciclare la materia organica e mantenere l’equilibrio chimico del sedimento, stabilizzando un delicato sistema naturale che garantisce produttività biologica e biodiversità.L’avifauna, sia autoctona sia migratoria, sfrutta questo ecosistema per nutrirsi, sostare e riprodursi. Si tratta di un equilibrio ecologico complesso e delicato, particolarmente sensibile al disturbo antropico non regolamentato, che può compromettere le funzioni ecologiche essenziali della laguna.

La presenza delle vasche salanti, inoltre, crea microhabitat fondamentali per il nutrimento dell’avifauna e per specie tipiche degli ambienti salmastri, come Dunaliella salina e Artemia salina, che costituiscono la base trofica di numerose specie, tra cui il fenicottero rosa (Phoenicopterus roseus), contribuendo in modo determinante alla ricchezza ecologica complessiva della laguna.Questo sistema naturale nel suo complesso è riconosciuto e tutelato dalla Rete Natura 2000, per la presenza di aree classificate come SIC (Siti di Interesse Comunitario), ZSC (Zone Speciali di Conservazione) e ZPS (Zone di Protezione Speciale), a conferma del suo straordinario valore ambientale a livello europeo, sia per la tutela degli habitat sia per la conservazione dell’avifauna.

La presenza dei mulini e delle saline rappresenta inoltre un esempio concreto di equilibrio tra attività umana e ambiente naturale, coerente con i principi della classificazione UNESCO MaB (Man and the Biosphere), che riconosce i territori in cui la relazione tra uomo e natura ha generato nel tempo sistemi sostenibili e ad alta biodiversità.In questo contesto, il ruolo dei salinari risulta fondamentale: la loro attività tradizionale contribuisce al mantenimento degli equilibri idro-ecologici e alla conservazione dei microhabitat che sostengono la biodiversità lagunare.

Tuttavia, trattandosi di un ecosistema biologicamente fragile, la presenza di pressioni antropiche non adeguatamente regolate, quali attività sportive invasive, traffico veicolare concentrato in aree sensibili, navigazione nei bassi fondali e disturbo diretto dell’avifauna, può compromettere la funzionalità ecologica della laguna, incidendo negativamente sugli habitat protetti e sulle specie tutelate, in particolare all’interno della ZPS.Il turismo rappresenta una risorsa fondamentale per il territorio, ma deve essere gestito secondo principi di ecosostenibilità, attraverso una pianificazione attenta che consenta la fruizione dell’area senza alterarne gli equilibri naturali. Ciò può avvenire, ad esempio, mediante la definizione di corridoi di accesso regolamentati, l’utilizzo di mezzi compatibili con l’ambiente lagunare e l’adozione di misure di gestione volte alla tutela degli habitat e delle specie protette.

Lo Stagnone di Marsala rappresenta un patrimonio naturale, culturale e identitario di valore inestimabile, che può essere fruito e valorizzato solo attraverso una gestione rispettosa, consapevole e compatibile con i suoi delicati equilibri ecologici.È un’area da vivere con rispetto, non da sfruttare.

Laura Occhipinti

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