Svolta storica per il litorale di Mondello. Dopo oltre un secolo, la società Mondello Immobiliare Italo-Belga perde la concessione della spiaggia. Il decreto, firmato dal direttore generale del dipartimento Ambiente, Calogero Beringheli, sancisce la decadenza del titolo per gravi violazioni e inadempienze. Una decisione che l’assessore regionale al Territorio, Giusi Savarino, rivendica come un atto di coraggio e legalità: «Abbiamo proceduto senza alcun timore, dimostrando a chi aveva pregiudizi che ci muoviamo senza timori reverenziali e con la schiena dritta».
Il provvedimento nasce da un’istruttoria tecnica e giuridica durata mesi, supportata dall’Avvocatura dello Stato. Al centro della contestazione c’è un’omissione formale e sostanziale: l’Italo-Belga avrebbe affidato servizi cruciali alla Gm Edil senza chiedere la necessaria autorizzazione preventiva alla Regione. Tra le attività delegate figurano la manutenzione di lettini, ombrelloni e delle storiche cabine in legno, mansioni considerate "cuore" della concessione.
A rendere il quadro esplosivo è stata la scoperta che la Gm Edil è destinataria di un’interdittiva antimafia. Sebbene l’amministratore unico Rosario Genova risulti incensurato, i fari si sono accesi sul fratello Bartolo, già condannato per associazione mafiosa e indicato come elemento di vertice della famiglia di Resuttana, scarcerato solo nel 2023.
L’assessore Savarino ha sottolineato la solidità del percorso amministrativo, precisando che le controdeduzioni presentate dalla società sono state ritenute insufficienti.
Un approccio che ha trovato sponda nelle parole entusiaste di Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, che da quasi un anno portava avanti questa battaglia: «Oggi vince lo stato di diritto e quel pezzo di Sicilia che dice di no ai soprusi. La Italo-Belga non ha più la concessione, Palermo restituisce la spiaggia ai cittadini».
Dall'altro lato, la Mondello Immobiliare Italo-Belga sceglie il silenzio operativo in attesa della notifica ufficiale. «Apprendiamo la notizia dai media», si legge in una nota della società, che ha già annunciato l’intenzione di impugnare il decreto non appena sarà disponibile integralmente. Il rischio, ora, è che la stagione balneare 2026 si apra con una durissima battaglia legale davanti al TAR, con l’incognita su chi dovrà gestire i servizi in spiaggia se la decadenza diventasse immediatamente esecutiva.