Un secolo di storia racchiuso in uno sguardo lucido e in una vita dedicata interamente alla famiglia. La comunità di Marsala ha celebrato in questi giorni un nuovo centenario: Giuseppe Giubaldo, un uomo che ha attraversato il Novecento con coraggio, trasformando le difficoltà in una testimonianza di amore e dignità.
A rendere omaggio a "nonno Giuseppe" è stato il sindaco Massimo Grillo, che ha consegnato al festeggiato una targa istituzionale a nome della città, portando il calore e l'augurio dell'intera cittadinanza per questo straordinario traguardo.
La storia di Giuseppe è quella di un'infanzia bruscamente interrotta. Primo figlio maschio di una famiglia numerosa, a soli 14 anni dovette assistere alla tragica scomparsa del padre, vittima di un incidente nella cava di tufo dove lavorava. In quel momento, il giovane Giuseppe scelse di diventare uomo: prese il posto del genitore in quella stessa cava, riuscendo a ottenere una paga da adulto per garantire il sostentamento dei suoi cinque fratelli.
Anni di duro lavoro manuale che hanno forgiato un carattere d'acciaio. Giuseppe non si è limitato a sopravvivere, ma si è preso cura dei suoi cari con dedizione totale, arrivando a sostenere anche le spese per i matrimoni dei fratelli prima di pensare al proprio futuro.
Dopo una vita di sacrifici, è arrivato l’incontro con Paola Sparla, la donna che è diventata sua moglie e dalla quale ha avuto cinque figli: Antonino, Filippo, Michele, Gabriele e Maurizio. Nel corso dei decenni, Giuseppe ha cambiato pelle professionalmente, passando dalla fatica della cava al lavoro di pastore e poi a quello di autotrasportatore.
Ma oltre al lavoro, a brillare è stata la sua mente vivace. Appassionato di disegno – arte che oggi coltiva persino in digitale – e di poesia, Giuseppe è soprattutto un custode della memoria siciliana. I suoi "cunti", i racconti della tradizione orale di cui conserva un ricordo nitidissimo, continuano a incantare le nuove generazioni.
Oggi, circondato dall'affetto di 10 nipoti e 2 pronipoti (con un terzo in arrivo), nonno Giuseppe rappresenta un pilastro di saggezza per tutta la sua numerosa discendenza. La festa per i suoi cento anni non è stata solo un traguardo anagrafico, ma il giusto riconoscimento a un uomo che ha saputo trasformare il dolore in dedizione, diventando un esempio vivente di resilienza per tutta la città di Marsala.