Messina Denaro, condannato a 14 anni in via definitiva il "prestanome" Bonafede (classe 63)

La sentenza definitiva conferma l'impianto accusatorio già validato nei precedenti gradi di giudizio

Redazione Prima Pagina Marsala
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05 Marzo 2026 12:52
Messina Denaro, condannato a 14 anni in via definitiva il

La vicenda giudiziaria di Andrea Bonafede (classe 63) si chiude con il sigillo della Corte Suprema di Cassazione, che ha reso definitiva la condanna a 14 anni di reclusione per il geometra di Campobello di Mazara. L'uomo, che ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato beneficiando dello sconto di un terzo della pena, è stato riconosciuto colpevole di aver prestato la propria identità al boss Matteo Messina Denaro, permettendogli di vivere una latitanza quasi alla luce del sole e di accedere alle cure oncologiche necessarie per il suo tumore al quarto stadio.

La sentenza definitiva conferma l'impianto accusatorio già validato nei precedenti gradi di giudizio. Bonafede non è stato un semplice fiancheggiatore occasionale, ma il tassello fondamentale di un sistema di mimetizzazione che ha garantito al capomafia di Castelvetrano di muoversi indisturbato per anni. Proprio l'anomalia clinica legata al nome di Bonafede — un uomo ufficialmente sano che risultava in cura per un gravissimo carcinoma al colon — aveva permesso agli investigatori di stringere il cerchio attorno alla clinica La Maddalena di Palermo, portando allo storico arresto del 16 gennaio 2023.

Oltre alla detenzione, il verdetto trascina con sé pesanti conseguenze patrimoniali. La sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Trapani ha disposto la confisca definitiva dell'appartamento di via CB 31 a Campobello di Mazara, l'ultimo covo noto in cui l'allora boss latitante ha trascorso i mesi precedenti alla cattura. Il provvedimento colpisce anche l'Alfa Romeo Giulietta nera utilizzata dal boss per i suoi spostamenti quotidiani, un veicolo acquistato proprio grazie ai documenti forniti dal geometra e immortalato in numerosi filmati di sorveglianza ora agli atti dell'inchiesta.

Il tribunale ha inoltre applicato a carico di Bonafede la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di quattro anni. Tale misura, che scatterà una volta espiata la pena detentiva, prevede l'obbligo di soggiorno nel comune di residenza, a testimonianza della pericolosità sociale ravvisata dai giudici in un soggetto così profondamente inserito nelle dinamiche di assistenza alla cupola mafiosa.

Il ruolo di Andrea Bonafede non può essere compreso senza guardare al suo albero genealogico, che affonda le radici nella storia criminale della provincia trapanese. Nipote dello storico boss Leonardo Bonafede, fedelissimo di Francesco Messina Denaro, il geometra rappresenta la continuità di un patto di fedeltà tra famiglie che dura da decenni. La rete dei Bonafede è emersa in tutta la sua ampiezza durante le indagini: dal cugino omonimo (Andrea Bonafede classe 69), anch'egli finito in manette -favoreggiamento, cargiver che ritirava le ricette rilasciate dal dott. Alfonso Tumbarello su indicazioni della clinica La Maddalena- alla cugina Laura Bonafede, legata al boss da una lunga relazione sentimentale nonostante il matrimonio con un ergastolano.

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