Nino Oddo (PSI): "Sanità siciliana al limite, il Governo nazionale intervenga col commissariamento". L'appello

Il segretario del PSI all’attacco del Governo Schifani: "La gestione della salute nell’isola è una vergogna nazionale"

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
11 Marzo 2026 14:32
Nino Oddo (PSI):

Il Segretario regionale del PSI Sicilia, Nino Oddo, lancia un duro affondo contro la gestione della salute nell'isola, ponendosi come voce critica di primo piano all'interno del fronte delle opposizioni. Intervenendo durante il corso della conferenza stampa dei partiti progressisti all'Ars, convocata d’urgenza dopo gli ultimi sviluppi giudiziari, Oddo ha delineato un quadro di profonda crisi gestionale ed etica, indicando nel commissariamento l'unica via d'uscita percorribile per tutelare i cittadini.

Il terremoto giudiziario che ha scosso Palazzo d'Orleans riguarda l'inchiesta della Procura di Palermo su presunte infiltrazioni mafiose e corruzione all'interno della macchina amministrativa regionale. Al centro dell'indagine figura Salvatore Iacolino, figura chiave della sanità isolana, accusato di aver agevolato interessi illeciti nella gestione delle nomine e dei flussi finanziari del comparto. Iacolino, che per anni ha guidato la Pianificazione Strategica della Salute, era stato appena designato dal governo Schifani alla guida del Policlinico di Messina, una nomina che oggi appare come il detonatore di una crisi morale senza precedenti.

Secondo l'esponente socialista, il coinvolgimento di Iacolino rappresenta solo l'ultimo atto di una vicenda ampiamente prevedibile e figlia di una continuità amministrativa discutibile. Oddo ha ricordato con fermezza come già un anno fa il PSI avesse chiesto le dimissioni del manager, ritenuto corresponsabile — insieme all'allora DG dell'Asp di Trapani, Ferdinando Croce — del grave scandalo dei referti istologici, un caso di malasanità che aveva visto ritardi inaccettabili nelle diagnosi tumorali, mettendo a rischio la vita di centinaia di pazienti.

La vicenda odierna dimostra che avevamo ragione a chiedere esattamente un anno fa le dimissioni di Iacolino. Se ne poteva uscire con maggiore dignità rispetto all'incresciosa situazione emersa in queste ore, ha dichiarato Oddo ai nostri microfoni, stigmatizzando il fatto che il dirigente sia rimasto al suo posto nonostante le responsabilità già evidenziate in passato nei reparti trapanesi.

L'analisi del segretario del PSI si allarga però all'intero sistema regionale, definito ormai una "vergogna nazionale" che trascende il singolo caso di cronaca. Oddo punta il dito contro uno "stillicidio vergognoso" di scandali che, con cadenza quasi mensile, aprono squarci inquietanti sulla gestione del potere sanitario nell'isola. Di fronte a quelle che definisce "evidenti incapacità gestionali" della presidenza Schifani, la proposta del PSI si fa netta e chiama in causa direttamente le istituzioni centrali dello Stato.

Per il leader socialista, il mancato rispetto del diritto fondamentale alla salute dei siciliani ha superato ogni soglia di tolleranza, rendendo indispensabile un cambio di rotta traumatico ma necessario.

Siamo arrivati al limite. Il passo successivo non può che essere quello di chiedere il commissariamento della sanità siciliana. Un intervento del governo nazionale che supplisca alle carenze della Regione è ormai l'unica strada plausibile per garantire assistenza e trasparenza, continua il Segretario.

Il caso di Trapani, asserisce durante il corso della conferenza: 400 casi di tumore refertati dopo un anno, 3000 referti in ritardo di mesi, fra cui il mio. Ebbene, il Direttore Generale fu rimosso, 19 fra primari e medici sono in questo momento a processo.

Iacolino, di cui chiedemmo un anno fa di questi giorni le dimissioni perché era oggettivamente corresponsabile di questo scandalo di dimensioni mai raggiunte, è rimasto al suo posto. Mi permetto di dire che forse ha fatto un errore, sarebbe stato meglio forse per lui e per Schifani se avesse tratto le conseguenze in quel momento, di quello scandalo.

Non siamo qua per chiedere le dimissioni di Iacolino che è una pedina dello scacchiere, è lo scacchiere che è saltato.

Io credo che il passo successivo sia chiedere a Roma di commissariare la Sanità siciliana. È il passo successivo che segnerebbe la sconfitta dello Statuto Speciale siciliano, ma l'incapacità del governo di centrodestra di governare il comparto fondamentale — che occupa il 70-80% del bilancio della Regione e che attiene alla qualità della vita dei siciliani — credo che abbia raggiunto il livello di guardia.

Dopo la vicenda di Iacolino chiediamo a questo punto che vadano a casa. È evidente che loro non lo faranno, tenderanno a non farlo, tenderanno a sopravvivere, ma è evidente che il nostro è un appello rivolto non soltanto all'interno del Palazzo alle forze politiche del centrodestra, ma un appello rivolto al popolo siciliano.

Che in qualche misura faccia un punto rispetto a questo indegno spettacolo che lascia basiti, che vediamo come uno scandalo incessante. Chiediamo che la società siciliana, che l'opinione pubblica siciliana, in qualche misura insieme alle forze politiche di opposizione dica basta.

È un appello che noi oggi così, in maniera complessiva, rivolgiamo. Quindi non solo all'interno del Palazzo nei giochi del politichese, conclude Oddo, nel quale chiediamo al governo di rimettere il mandato (cosa che io credo non farà, lo sappiamo tutti), ma è evidente che la gravità e la ripetitività degli scandali richiede o pretende che il popolo siciliano batta un colpo. E questo è l'appello che noi rivolgiamo oggi.

GUARDA UN ESTRATTO DELLA CONFERENZA STAMPA:

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