Podere Badia in vendita, Curatolo scrive a Quinci e Grillo: "Scelta preoccupante, si rischiano speculazioni"

"Si punti sul rilancio pubblico e sul ritorno della Facoltà di Enologia"

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
07 Gennaio 2026 15:12
Podere Badia in vendita, Curatolo scrive a Quinci e Grillo:

Un appello accorato per salvare un pezzo di storia e di futuro agricolo del territorio. Leonardo Curatolo interviene con una lettera aperta indirizzata al Presidente del Libero Consorzio comunale di Trapani, Salvatore Quinci, e al Sindaco di Marsala, Massimo Grillo, dopo l'inserimento del Fondo Favorita – Podere Badia nel piano delle alienazioni immobiliari 2026–2028.

Secondo Curatolo, la decisione di mettere in vendita l’azienda agricola, estesa per quasi 200 mila metri quadrati e storicamente legata all’Istituto Agrario Abele Damiani, rappresenta un grave errore strategico che espone l'area al rischio di speculazioni edilizie. Nella nota, viene evidenziato come il Podere non sia un semplice immobile, ma un presidio educativo e culturale fondamentale per l’identità vitivinicola marsalese.

La proposta alternativa avanzata nella lettera punta invece sul rilancio pubblico della struttura attraverso finanziamenti regionali. Gli obiettivi sono ambiziosi: recuperare l'architettura storica, potenziare le attività didattiche dell’Istituto Agrario e, soprattutto, riportare a Marsala la Facoltà di Enologia, creando un polo di ricerca e innovazione aperto anche alla cittadinanza per scopi sociali e ambientali.

Curatolo chiede quindi formalmente al Presidente Quinci di stralciare il Podere Badia dall'elenco dei beni in vendita e al Sindaco Grillo di farsi portavoce di un progetto di recupero condiviso con la Regione e le università. Investire sul Podere, conclude la nota, significa scommettere sul futuro del Marsala anziché rinunciare a una visione di sviluppo basata sull'agricoltura di qualità.Pubblichiamo di seguito la nota inviata agli organi di stampa:

Gentili Presidente Quinci, Gentile Sindaco Grillo,

nei giorni scorsi è stato reso pubblico l’avviso con cui il Libero Consorzio comunale di Trapani avvia la procedura di alienazione di numerosi beni immobili, inseriti nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari 2026–2028. Tra questi figura anche il Fondo Favorita – Podere Badia di Marsala, una scelta che desta forte preoccupazione e che non può passare sotto silenzio.

Il Podere Badia non è un immobile qualunque. È una storica azienda agricola pubblica, estesa per quasi 200 mila metri quadrati, da sempre legata all’Istituto Agrario “Abele Damiani” e profondamente connessa all’identità agricola, formativa e produttiva della città di Marsala. Un bene che ha rappresentato, negli anni, un presidio educativo, ambientale e culturale di valore inestimabile.

Inserire il Podere Badia tra i beni da alienare significa aprire la strada a un futuro incerto, esponendo l’area al concreto rischio di speculazioni edilizie, in assenza di una visione pubblica chiara e di garanzie sulla tutela della sua destinazione agricola e formativa. È una prospettiva che Marsala non può permettersi.

Nelle scorse settimane ho già ritenuto doveroso avanzare una proposta alternativa e costruttiva: la richiesta di un finanziamento regionale finalizzato alla ristrutturazione e rifunzionalizzazione del Podere Badia.

Una proposta che punta a:

recuperare e valorizzare un bene pubblico di grande valore storico, architettonico e paesaggistico;

potenziare le attività didattiche e sperimentali dell’Istituto Agrario “Abele Damiani”, oggi penalizzato da strutture inadeguate e in parte inagibili;

riportare a Marsala la Facoltà di Enologia, restituendo alla città un ruolo centrale nel panorama vitivinicolo regionale e collocando la formazione universitaria in un contesto agricolo autentico e produttivo;

aprire il Podere alla cittadinanza, destinando parte degli spazi a funzioni sociali, culturali e ambientali;

creare un polo di eccellenza per la ricerca, la formazione e l’innovazione nel campo dell’enologia e dell’agricoltura sostenibile.

Alla luce di tutto questo, chiedo formalmente:

al Presidente del Libero Consorzio comunale di Trapani di eliminare il Podere Badia dall’elenco dei beni da alienare, riconoscendone il valore strategico pubblico;

al Sindaco di Marsala di assumere una posizione chiara e determinata a tutela di questo bene, facendosi promotore istituzionale di un progetto di recupero e rilancio condiviso con la Regione Siciliana, il mondo della scuola, dell’università e della filiera vitivinicola.

Vendere il Podere Badia significherebbe rinunciare a una visione di sviluppo fondata sulla conoscenza, sull’agricoltura di qualità e sulla valorizzazione del patrimonio pubblico. Investire sul Podere Badia, invece, significa scommettere sul futuro di Marsala e del “Marsala”.

Confido in una riflessione responsabile e in una scelta che vada nella direzione dell’interesse collettivo.

Con rispetto,

Leonardo Curatolo

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