Ponte sullo Stretto: stop ai fondi per il 2026 e avvio dei lavori rinviato al 2028

​Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina subisce una brusca frenata

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
06 Febbraio 2026 10:37
Ponte sullo Stretto: stop ai fondi per il 2026 e avvio dei lavori rinviato al 2028

Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina subisce una brusca frenata. Attraverso un nuovo Decreto Infrastrutture, il Governo ha deciso di riscrivere il cronoprogramma dell'opera, determinando uno slittamento ufficiale di almeno due anni per l'apertura dei cantieri. La scelta nasce dalla volontà di abbandonare le procedure accelerate per allinearsi totalmente alle prescrizioni della Corte dei Conti, cercando di prevenire futuri contenziosi legali e contabili.

Questa nuova strategia si fonda su passaggi burocratici e finanziari determinanti. In primo luogo, la Società Stretto di Messina dovrà aggiornare il Piano Economico, abbandonando il project financing in favore di un finanziamento interamente pubblico. Parallelamente, saranno necessari nuovi studi di impatto ambientale e un accordo definitivo con l'Unione Europea per validare la sostenibilità del sistema dei pedaggi e dei trasporti.

Le ripercussioni finanziarie immediate sono evidenti: i 780 milioni di euro stanziati inizialmente per il 2026 sono stati cancellati e dirottati verso altre misure governative. Questi fondi verranno recuperati solo nel prossimo decennio, con una riassegnazione prevista tra il 2032 e il 2033. Cambia inoltre il ruolo del Commissario straordinario, le cui competenze vengono ridimensionate alla sola gestione delle opere ferroviarie propedeutiche.

Il rinvio ha scatenato un acceso scontro politico. Se da un lato l'esecutivo rivendica la decisione come un atto di responsabilità necessario per garantire la solidità amministrativa dell'opera, le opposizioni parlano apertamente di una beffa. Secondo i critici, lo slittamento al 2028 rappresenterebbe una mossa tattica per spostare l'inizio dei lavori in coincidenza con la prossima scadenza elettorale, lasciando nel frattempo l'infrastruttura in una condizione di incertezza normativa.

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