“Quel caffè indimenticabile con Franco Battiato": il ricordo di Enrico Alagna

Il giovane medico palermitano racconta l’incontro casuale con il grande Genio della musica

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
18 Maggio 2021 14:00
“Quel caffè indimenticabile con Franco Battiato

Sono stati pochi ma intensi i minuti trascorsi con il grandissimo Franco Battiato. Appena "5 minuti" ma hanno lasciato un ricordo indelebile nel giovane medico palermitano Enrico Alagna impegnato da anni come volontario ad aiutare i senzatetto del capoluogo siciliano con un’attenzione particolare per la Missione “Speranza e Carità” di Fra’ Biagio Conte, il frate missionario laico che nel 2018, a seguito della morte di alcuni senzatetto nelle strade di Palermo, in segno di protesta contro lo stato di disagio e profonda povertà, ha dormito in strada, sotto i portici del Palazzo delle Poste centrali, iniziando uno sciopero della fame durato dieci giorni.

Proprio in questi giorni, il dottor Enrico Alagna, ha vaccinato lo stesso frate Biagio Conte e i senzatetto ospiti della missione. Nitido e commosso il ricordo del medico che ha rivissuto quei momenti trascorsi in compagnia del cantautore siciliano. 

"L’ho incontrato all’aeroporto di Roma-Fiumicino, nell’ottobre del 2015. Ero con un’amica e mi sono fatto avanti. Lui, il Maestro, mi ha dedicato il tempo di un caffè, un caffè indimenticabile. In quei pochi minuti ho percepito tutta la gioia, la bellezza e il fascino della sua persona. L’ho riconosciuto da un dettaglio, dagli occhiali. Lo seguo da quando ero un bambino. Il mio primo desiderio, quando l’ho visto, non è stato propriamente quello di farmi il solito selfie quanto il bisogno di parlargli, di stringergli la mano e di ringraziarlo per averci donato la sua musica e le sue splendide, ricercatissime canzoni. L’ho ringraziato per il lavoro, per l’esempio che dava sia ai suoi più accaniti fans che al resto del Paese. lui si è aperto in un sorriso e mi ha detto che il privilegio era suo. Io mi sono presentato. Ho detto che ero medico da un anno e abbiamo iniziato a parlare. Alla fine mi ha concesso di fare una foto con lui". 

Franco Battiato, cantautore raffinatissimo, ha sempre dato l’impressione di essere un uomo dalla proverbiale riservatezza, poco incline all’estrosità riscontrabile in molti personaggi del mondo dello spettacolo. Preferiva esprimersi attraverso la sua ricerca musicale e i testi, sempre molto intensi ed elaborati. Il dottor Alagna ha avuto la stessa impressione durante l’incontro con il grande musicista.

"Mi ha dato l’impressione di un uomo timido e riservato. Inizialmente, infatti, quando parlavo con lui, mi è sembrato molto “sulle sue” anche se poi si è sciolto ed è stato gentile. L’ho trattenuto parlandogli sempre, Io volevo che durasse il più possibile quell’incontro e per fortuna si è “donato”, mettendo da parte la sua proverbiale riservatezza".

Enrico Alagna ha spiegato quale è secondo lui l’unicità creativa dell’immenso cantautore nato a Jonia, in provincia di Catania nel 1945 e scomparso oggi dopo una lunga malattia.

"Secondo me, nel cantautorato italiano, ci sono molti cantanti che danno preferenza alla parte testuale e poca importanza alla musica, alla parte timbrica. Franco Battiato sapeva adattare il testo alle note giuste, dando vita così ad una completezza che non è di tutti. Mi piace ricordarlo con una due strofe: “Tutto l’Universo obbedisce all’amore” e “ E ti vengo a cercare….”. Quest’ultima non è una canzone, è una dichiarazione d’amore. Può essere usata da un uomo ma anche da un genitore verso i propri figli. Per me è il concetto d’amore Universale. Gli ho chiesto di intonarmi “a cappella” una sua canzone ma non c’è stato tempo, hanno chiamato i passeggeri in partenza.  Buon viaggio, maestro".

In questo momento il dottor Enrico Alagna è in forza al Dipartimento di Prevenzione ed impegnato nella gestione dell’emergenza Covid. In questo periodo segue i pazienti a domicilio, si occupa dei tracciamenti e dei vaccini fra cui il famoso Frà Biagio. “Nessuno deve rimanere indietro”, è più che mai lo slogan adatto in questo clima mediatico dove anche la vaccinazione è vista come passerella e visibilità. Ci sono uomini e donne che, da volontari, donano il proprio tempo a chi ne ha veramente bisogno senza proclami, per vero spirito di servizio.

Tiziana Sferruggia

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