Il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida non continui a prevaricare la sindaca di Marsala e rispetti la dialettica politica e istituzionale che si svolge nella nostra città.
In campagna elettorale avevo messo in guardia i cittadini dal rischio che, con la vittoria della sinistra, Tranchida finisse per sentirsi padrone a Marsala. Mi dispiace constatare che le sue recenti dichiarazioni sembrano confermare quelle preoccupazioni. Mi dispiace dover sottolineare che l’avevo detto.
I fatti: dopo la mancata approvazione del PEF dei rifiuti a Trapani, Formula Ambiente si trova ad affrontare una grave vertenza occupazionale, con il concreto rischio di licenziamenti. È emersa così la fondata preoccupazione che, per salvaguardare i lavoratori a tempo indeterminato del cantiere trapanese, l’azienda possa trasferirne alcuni a Marsala, compromettendo il rinnovo dei contratti a termine dei lavoratori marsalesi.
Per questo, insieme ai colleghi del Movimento Liberi, abbiamo presentato un’interrogazione urgente, dai toni misurati e senza allarmismi, chiedendo chiarimenti e garanzie occupazionali.
L’interrogazione era rivolta alla sindaca di Marsala. A rispondere, con attacchi personali e insinuazioni, è stato invece il sindaco di Trapani. Una dinamica che considero politicamente e istituzionalmente gravissima.
Tranchida non può pretendere di interferire nel confronto politico amministrativo della città di Marsala. Se voleva fare il sindaco di Marsala, avrebbe dovuto candidarsi personalmente.
Quanto alle sue gravi ed inaccettabili insinuazioni, che respingo con forza e sulle quali mi riservo di tutelarmi nelle sedi opportune, ribadisco: non ho alcun interesse, diretto o indiretto, nelle assunzioni di Formula Ambiente. Se Tranchida ha elementi concreti li porti in Procura, sono pronto ad accompagnarlo anche in giornata. Altrimenti la smetta di insinuare alla sua maniera e piuttosto si guardi allo specchio.
Trovo poi surreale che tenti di attribuirmi responsabilità nella bocciatura del PEF di Trapani, evocando gli «amichetti di Grillo» del centrodestra. Proprio io, che alle ultime elezioni ho subito una fortissima contrapposizione di quel centrodestra nel quale Tranchida è ampiamente provato avere lui tanti “amichetti”, che gli hanno peraltro garantito la rielezione.
Tranchida farebbe meglio a spiegare ai cittadini perché, con una variazione di bilancio, siano stati ridotti di quasi un milione di euro gli stanziamenti per i rifiuti, mentre nello stesso provvedimento venivano aumentate anche le risorse destinate agli organi istituzionali, comprese le indennità degli amministratori. Scelte che meritano chiarimenti, soprattutto alla luce della riduzione dei servizi a Trapani e del rischio di licenziamento dei lavoratori.
Non sono solito esprimere giudizi personali, ma certe sue dichiarazioni oggettivamente sono prive della lucidità e dell’equilibrio richiesti a un amministratore pubblico.
Noi restiamo dalla parte dei lavoratori, di tutti i lavoratori. La tutela di quelli di Trapani non deve tradursi in nuove difficoltà per quelli di Marsala. Nessuna contrapposizione tra lavoratori: chiediamo soltanto di salvaguardare, nel rispetto della legge, i livelli occupazionali e la serenità di tutte le famiglie.
Le risposte alla nostra interrogazione le aspettiamo da Marsala, non da Trapani.
La sindaca di Marsala riaffermi l’autonomia istituzionale della nostra città e rimetta pubblicamente Tranchida al suo posto rassicurando i nostri lavoratori.