A due mesi di distanza dai violenti eventi atmosferici che hanno messo in ginocchio le infrastrutture cittadine, arriva finalmente il via libera della Regione Siciliana per i primi interventi di ripristino all'interno del bacino portuale. L’Assessorato alle Infrastrutture e alla Mobilità ha infatti autorizzato lavori di somma urgenza per un importo complessivo di 600 mila euro, rispondendo parzialmente alla stima dei danni che l’amministrazione Grillo aveva quantificato in oltre 1,5 milioni di euro nella nota inviata alla Protezione Civile lo scorso febbraio.
La situazione all’interno del porto era apparsa critica sin dai primi rilievi del Centro Operativo Comunale. Il maltempo di gennaio non aveva risparmiato la zona falcata, causando il crollo di una torre faro e rendendo instabili le strutture gemelle rimaste in piedi. A gravare sulla sicurezza dell’area si erano aggiunti i cedimenti di diversi tratti di carreggiata, un quadro di precarietà che aveva spinto la Capitaneria di Porto a sollecitare con forza un intervento immediato per garantire la pubblica incolumità.
Nonostante la segnalazione dei danni includesse un ventaglio più ampio di criticità, dall'erosione costiera ai danni al comparto agricolo e produttivo, la priorità è stata assegnata alla sicurezza portuale. Con il decreto di finanziamento, le procedure passano ora nelle mani del Genio Civile di Trapani. L’ente tecnico sarà responsabile dell’intero ciclo operativo, occupandosi della redazione dei progetti esecutivi, dell'espletamento delle procedure di gara e della direzione dei lavori per la sostituzione della torre faro e il consolidamento del manto stradale.
Sebbene lo stanziamento di 600 mila euro rappresenti un passo avanti fondamentale, resta ancora scoperta una fetta consistente dei danni segnalati dal Comune. Fuori dal perimetro portuale rimangono in attesa di fondi le attività commerciali e agricole colpite, oltre ai complessi interventi necessari per arginare l’erosione della fascia costiera ferita dai marosi di inizio anno. La comunità attende ora che la stessa celerità mostrata per le somme urgenze del porto venga applicata anche al resto dei comparti produttivi e infrastrutturali rimasti esclusi da questa prima tranche di finanziamenti.