Saline di Trapani, natura e riscatto: il progetto Itinerari di Comunità

Un percorso di inclusione sociale tra i fenicotteri e la storia millenaria del sale marino

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
25 Marzo 2026 10:58
Saline di Trapani, natura e riscatto: il progetto Itinerari di Comunità

La Riserva Naturale Orientata delle Saline di Trapani e Paceco si conferma non solo come scrigno di biodiversità, ma come laboratorio attivo di coesione sociale. Grazie alla collaborazione con l'Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Trapani e l'associazione Azione X, la Riserva ha ospitato una giornata dedicata alla riconnessione con sé stessi attraverso l'osservazione della fauna selvatica e il racconto della cultura salinara. L'iniziativa, parte del progetto Itinerari di Comunità, sottolinea il parallelismo tra la rinascita di un territorio un tempo segnato dal degrado e il cammino di cambiamento intrapreso dai partecipanti. In questo scenario suggestivo, la tutela dell'ambiente diventa lo strumento principale per costruire nuovi orizzonti di legalità, responsabilità e crescita personale, dimostrando che prendersi cura dell'ecosistema è il primo passo per prendersi cura della comunità.

La nota diffusa agli organi di stampa:

Il contatto con la natura non è soltanto esperienza estetica, ma può diventare un vero percorso di riconnessione con sé stessi e con il mondo. È questo il senso più profondo dell’attività svolta ieri all’interno della Riserva Naturale Orientata delle “Saline di Trapani e Paceco”. Da decenni impegnata nella tutela della biodiversità e nella salvaguardia degli equilibri tra uomo e ambiente, la Riserva rappresenta anche un luogo di crescita sociale, dove la tutela si intreccia con percorsi di inclusione e partecipazione attiva. In questa direzione si inseriscono le collaborazioni consolidate con realtà del territorio come l’associazione Azione X, che da tempo offre a molti giovani l’opportunità di vivere esperienze significative a contatto con la natura, aprendo nuovi orizzonti e prospettive di vita. 

L’iniziativa di ieri si è svolta nell’ambito del progetto “Itinerari di Comunità”, promosso dall’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Trapani e coordinato dalla direttrice Rosanna Provenzano. Il progetto nasce con l’obiettivo di costruire percorsi di inclusione sociale e sensibilizzazione ambientale, coinvolgendo sia persone in carico all’ufficio sia la comunità locale, in un dialogo concreto tra istituzioni, territorio e ambiente. La Riserva desidera, inoltre, esprimere un sentito ringraziamento all’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Trapani e all’Ordine degli Architetti per l’attenzione e la fiducia dimostrate, riconoscendo nel ruolo della Riserva un presidio capace di generare percorsi di consapevolezza, inclusione e riconnessione tra persone, comunità e ambiente. 

Durante la visita, i partecipanti hanno avuto modo di ripercorrere la storia e le motivazioni che hanno portato all’istituzione della Riserva, osservando da vicino uno degli ecosistemi più importanti e suggestivi del nostro Paese. Le saline, con i loro paesaggi sospesi tra acqua e cielo, hanno fatto da cornice all’osservazione del cavaliere d’Italia in nidificazione e dei fenicotteri rosa intenti ad alimentarsi nelle vasche, mentre il racconto degli operatori della Riserva ha guidato i presenti alla scoperta del mondo del sale marino e dell’importanza di questa attività per la conservazione dell’habitat che ospita centinaia di specie. 

“Ma la Riserva è anche molto più di un luogo naturale: è il simbolo concreto di un territorio che ha saputo cambiare. In passato, molte di queste aree sono state segnate da attività illegali e dal degrado; oggi rappresentano invece un esempio di tutela che ha dato una nuova possibilità al territorio, restituendogli bellezza e valore condiviso. Il recupero dell’area dimostra che è possibile invertire la rotta, restituire dignità a un luogo e costruire un futuro diverso”, ha dichiarato la direttrice della Riserva Silvana Piacentino. 

Ed è proprio in questo passaggio che si inserisce il significato più profondo dell’esperienza vissuta ieri. Così come l’area in cui insiste la Riserva è rinata anche le persone coinvolte nei progetti dell’UEPE affrontano un cammino di cambiamento. Camminare in un ambiente protetto, ascoltare il ritmo lento della natura, comprendere le relazioni che legano ogni elemento dell’ecosistema: tutto questo diventa occasione di riflessione, consapevolezza e crescita. La natura si rivela così non solo come luogo da osservare, ma come spazio capace di accogliere, educare e, in qualche modo, “curare”. Iniziative come questa dimostrano come la tutela ambientale possa essere anche uno strumento di inclusione sociale, capace di generare rispetto, responsabilità e nuove possibilità. 

Un’esperienza che lascia un segno, perché insegna che prendersi cura della natura significa, allo stesso tempo, prendersi cura di sé stessi.

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