Scudo antimafia a Marsala e Petrosino: la Prefettura interdice le imprese a rischio infiltrazione

Otto interdittive della Prefettura nel 2026: nel mirino anche ditte e associazioni di Marsala

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
27 Marzo 2026 09:10
Scudo antimafia a Marsala e Petrosino: la Prefettura interdice le imprese a rischio infiltrazione

L’economia di Marsala e del territorio trapanese finisce sotto la lente d’ingrandimento della Prefettura per contrastare i tentativi di condizionamento da parte della criminalità organizzata. Dall'inizio del 2026 a oggi, il Prefetto di Trapani, Daniela Lupo, ha già adottato otto provvedimenti finalizzati a proteggere il mercato legale, colpendo direttamente aziende e associazioni che presentano anomalie o rischi di vicinanza ad ambienti mafiosi.

I numeri del 2026 e il coinvolgimento di Marsala

In questi primi tre mesi dell'anno, l'attività di monitoraggio ha portato a sei interdittive antimafia e due provvedimenti di prevenzione collaborativa o diniego di iscrizione nelle "white list". Marsala figura tra i comuni chiave in cui hanno sede le realtà colpite, insieme a Trapani, Campobello di Mazara e Mazara del Vallo e Petrosino. I settori toccati dai provvedimenti sono eterogenei e spaziano dalla panificazione al commercio di prodotti ortofrutticoli, passando per le coltivazioni agricole, l'allevamento di bestiame e persino alcune associazioni culturali operanti sul territorio. Questi atti amministrativi determinano l'impossibilità per le ditte coinvolte di avere rapporti contrattuali con la Pubblica Amministrazione, bloccando di fatto ogni tentativo di attingere a fondi pubblici o appalti.

L'azione odierna si inserisce in una strategia di contrasto che ha visto numeri ancora più imponenti nel corso del 2025. Lo scorso anno, infatti, i provvedimenti interdittivi in tutta la provincia sono stati ben 56. Anche in quell'occasione, Marsala è stata costantemente monitorata insieme a Petrosino e altri centri della Valle del Belice. I settori finiti nel mirino nel recente passato includono ambiti sensibili come i servizi funebri, la ristorazione, l'edilizia e il trasporto merci, a dimostrazione di come la criminalità organizzata cerchi di diversificare i propri investimenti per mimetizzarsi nel tessuto economico sano.

L'intervento del Prefetto Daniela Lupo mira non solo a sanzionare, ma a prevenire. L'uso della Banca Dati Nazionale Antimafia (BDNA) permette di incrociare informazioni cruciali per garantire che le risorse pubbliche non finiscano nelle mani sbagliate. L'obiettivo finale dichiarato dalle istituzioni è duplice: da un lato assicurare il corretto funzionamento degli uffici pubblici, dall'altro tutelare tutti quegli imprenditori onesti di Marsala e della provincia che, senza queste barriere, subirebbero la concorrenza sleale di imprese sostenute dai capitali illeciti della mafia.

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