Strage di Altavilla: la Corte d'Appello assolve Miriam Barreca per incapacità mentale

Ribaltata la condanna: la giovane non era imputabile perché plagiata dal delirio mistico

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
27 Marzo 2026 10:08
Strage di Altavilla: la Corte d'Appello assolve Miriam Barreca per incapacità mentale

Svolta clamorosa nel processo per la strage di Altavilla Milicia. La sezione per i minorenni della Corte d'Appello di Palermo ha ribaltato la sentenza di primo grado, assolvendo Miriam Barreca per i tragici fatti del febbraio 2024. Se in precedenza la ragazza era stata condannata a oltre 12 anni, i giudici di secondo grado hanno ora stabilito che la giovane, all'epoca diciassettenne, fosse totalmente incapace di intendere e di volere durante il massacro della madre e dei fratelli.

La decisione si fonda sulle perizie psichiatriche che hanno descritto Miriam come un soggetto annichilito da una pressione psicologica devastante. Secondo il collegio, la volontà della ragazza sarebbe stata completamente annullata dal clima di fanatismo religioso e dalle torture orchestrate dal padre, Giovanni Barreca, e dalla coppia composta da Sabrina Fina e Massimo Carandente. La Corte ha riconosciuto che Miriam non ha agito con libera scelta, ma è stata travolta dal delirio mistico della setta, che l'ha resa inerte e incapace di comprendere la gravità di quanto stava accadendo o di opporsi ai carnefici.

Nonostante l'assoluzione dall'imputazione penale, la diciannovenne non tornerà in libertà. La sentenza dispone infatti il suo trasferimento in una comunità protetta fuori dalla Sicilia, dove inizierà un percorso di recupero assistita da psicologi ed educatori. L'obiettivo è aiutarla a rielaborare il trauma e il condizionamento subito, cercando di ricostruire un’esistenza segnata da una delle vicende più atroci della cronaca recente.

Mentre per Miriam si apre la strada della cura, resta fermo il fronte giudiziario per gli adulti coinvolti. Giovanni Barreca, Sabrina Fina e Massimo Carandente restano sotto processo con accuse pesantissime di omicidio plurimo e tortura. La sentenza di appello per la giovane sottolinea una volta di più la pericolosità del controllo psicologico esercitato dai gruppi settari, capaci di trasformare persino una studentessa liceale in uno strumento inconsapevole di violenza.

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