Sugar tax, Coca Cola emigra dalla Sicilia all’Albania

Redazione Prima Pagina Marsala
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20 Gennaio 2020 11:10
Sugar tax, Coca Cola emigra dalla Sicilia all’Albania

In questi giorni, dopo la manovra attuata dal Governo, che ha inserito la tassa sulla produzione di merendine e bevande zuccherate, si è sentito parlare molto di proteste da parte di aziende e di ribellioni varie ma fino ad adesso non si era mai fatto niente di concreto. Di delocalizzazione in un paese emergente come l'Italia è la prima volta. Eppure, è proprio questo che si sono sentiti dire i 350 lavoratori della Sibeg di Catania, di proprietà della famiglia Busi, che da oltre cinquant’anni produce, imbottiglia e distribuisce le bibite del marchio Coca Cola.  Allo stabilimento i sindacati sono stati convocati prima di Natale, racconta Tonino Russo, segretario generale della Flai Cgil Sicilia: «Inizialmente la proprietà ci ha quantificato in una ventina di milioni di euro l’aggravio dei costi dovuti alla nuova tassa e per questo motivo ha avanzato una richiesta di esuberi pari al 40% dei lavoratori, cioè 151 persone».

Gli annunci successivi, però, hanno preso una piega ancora peggiore, con il management che minacciava di spostare in Albania tutti gli investimenti che erano stati pianificati per Catania. Non solo gli esuberi, dunque, ma anche il trasferimento all’estero di una parte della produzione. A Tirana, in verità, la Sibeg possiede già da tempo uno stabilimento per l’imbottigliamento della Coca Cola. Il che rende la minaccia della delocalizzazione ancora più concretamente attuabile.  Passate le feste e il leggero relax le parti sociali si sono incontrate di nuovo e con un comunicato congiunto tra sindacati e azienda hanno chiesto un tavolo di lavoro al premier Giuseppe Conte. Per il bene della nostra Sicilia e dei nostri lavoratori auspichiamo che il Governo nazionale aiuti le aziende del territorio invece che distruggerle o farla scappare dall'Italia. Redazione

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