C’è una memoria che resta silenziosa per anni, custodita nel cuore di una famiglia e di una comunità. E poi c’è il momento in cui quella memoria diventa patrimonio collettivo, esempio vivo per le nuove generazioni. È quanto accaduto a Terrenove-Bambina, dove la palestra del plesso dell’Istituto Comprensivo “De Gasperi – De Vita” è stata ufficialmente intitolata a Vincenzo Salvatore Licari, giovane promessa della pallacanestro marsalese, scomparso prematuramente nel 1989 durante una gara, a soli sedici anni.
A dare il via all’evento è stata una piccola rappresentanza dell’Orchestra dell’Indirizzo musicale dell’Istituto, che ha eseguito l’Inno di Mameli.
Nel suo discorso di apertura, il Dirigente scolastico, Leonardo Claudio Gulotta, che curato l’organizzazione della manifestazione, ha sottolineato il significato profondo dell’iniziativa: non solo un atto formale, ma un gesto di giustizia morale e di riconoscimento. Vincenzo, ha ricordato, incarnava pienamente i valori più autentici dello sport: impegno, sacrificio, lealtà, spirito di squadra. Proveniva da una famiglia del territorio di Terrenove-Bambina, una famiglia lontana dai riflettori, che negli anni non ha sempre ricevuto l’attenzione che avrebbe meritato. «Oggi – è stato ribadito – la scuola si fa portavoce di questa memoria, restituendola alla comunità e consegnandola ai nostri ragazzi come esempio concreto».
Sono poi intervenuti, il Dirigente Vicario dell’Ufficio Scolastico per la Regione Sicilia, Ufficio XI di Trapani, Massimiliano Rallo, Padre Tommaso Lombardo, parroco della chiesa di Maria SS. Bambina, il Sindaco di Marsala, Massimo Grillo e il consigliere comunale Gaspare Di Girolamo, Antonella Vivona,Dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Marsala, i quali hanno espresso parole di apprezzamento per l’iniziativa, esprimendo con forza la convinzione che lo sport rappresenti un potente strumento educativo, capace di trasmettere valori alti, promuovere il rispetto e costruire percorsi di pace.
Hanno preso parte, altresì, all’evento, Bice Marino, Presidente della Pro Loco Marsala, Francesco Giacalone, Dirigente accompagnatore e team manager della Nuova Pallacanestro Marsala, le Associazioni sportive: “A.S.D. Nuova Pallacanestro Marsala”, Bocciofila “Edera”, Ciclistica “Amici da Bommina”, “Jujitsu A.S.D.”, Associazione culturale “Risveglio”, il professore Giuseppe Ferracane, promotore dell’iniziativa.
Momenti particolarmente toccanti sono stati quelli dedicati alle testimonianze. L’ex allenatore di Vincenzo, Giuseppe Pellegrino, i suoi compagni di squadra e il nipote del giovane cestista, Pietro Centonze, hanno tracciato il ritratto di un ragazzo appassionato, determinato, generoso, un talento promettente, ma soprattutto un giovane dal cuore grande, capace di lasciare un segno profondo in chi lo ha conosciuto.
A precedere le testimonianze, la voce limpida di una bambina del plesso, Giulia Azzaretto, anche lei giocatrice tra i “pulcini” della Pallacanestro Marsala, che ha recitato una poesia sullo sport.
Prima della conclusione ufficiale, la palestra si è trasformata in un piccolo palcoscenico sportivo. Al centro del campo, i piccoli atleti della Pallacanestro Marsala hanno dato vita a brevi dimostrazioni tecniche, guidati dal loro giovane allenatore. Palleggi, passaggi, tiri a canestro eseguiti con entusiasmo e concentrazione hanno reso visibile ciò che fino a quel momento era stato raccontato a parole: lo sport come crescita, impegno, gioia condivisa.
A suggellare questo momento, l’Orchestra dell’Indirizzo musicale è tornata ad esibirsi con un secondo brano, offrendo alla cerimonia un ulteriore tocco di armonia e solennità. Musica e sport, come sottolineato dal Dirigente scolastico, intrecciati nello stesso spazio, hanno dato forma a un messaggio chiaro: la scuola è comunità viva, capace di educare attraverso linguaggi diversi ma complementari.
La cerimonia si è infine conclusa con la benedizione della targa e con il suo svelamento, compiuto dalla sorella di Vincenzo alla presenza della madre e delle autorità intervenute.
Da oggi, entrando in quella palestra, studenti e atleti leggeranno un nome che non è soltanto un ricordo, ma una storia. La storia di un ragazzo che amava lo sport e che, attraverso la memoria condivisa, continuerà a correre, lottare e sognare insieme ai giovani della sua comunità.