Voto di scambio a Petrosino, definitive le assoluzioni per Marco e Michele Buffa

Rigettato il ricorso del PM, le sentenze di assoluzione passano in giudicato

Redazione Prima Pagina Marsala
Redazione Prima Pagina Marsala
26 Febbraio 2026 21:52
Voto di scambio a Petrosino, definitive le assoluzioni per Marco e Michele Buffa

La parola "fine" viene scritta in modo indelebile su una delle vicende giudiziarie più discusse degli ultimi anni nel territorio di Petrosino. La Corte Suprema di Cassazione ha infatti rigettato il ricorso presentato dalla Procura Generale contro la sentenza della Corte d’Appello che, già in secondo grado, aveva assolto Marco e Michele Buffa. Con questa decisione, l'assoluzione passa ufficialmente in giudicato, la sentenza di assoluzione è definitiva.

Il verdetto conferma la decisione presa dai giudici di secondo grado che avevano smontato l'impianto accusatorio sostenuto inizialmente dalla Dda di Palermo. Il ricorso del Pubblico Ministero, finalizzato a ribaltare l’esito del processo d'appello, non ha trovato accoglimento, mettendo fine a un calvario giudiziario durato tre anni.

Per comprendere la portata di questa sentenza è necessario tornare all'alba dell'8 marzo 2023 quando scattarono gli arresti che scossero la politica e la comunità locale. L'indagine era nata nell'aprile del 2022 come una costola delle più ampie operazioni antimafia denominate "Hesperia" e "Anno Zero". Al centro del mirino degli inquirenti era finito Michele Buffa, all'epoca consigliere comunale, accusato di aver stretto accordi illeciti per ottenere voti in cambio di favori.

L’accusa, sostenuta dal PM Francesca Dessì, ipotizzava che Michele Buffa -assistito dagli avvocati Nicolò Clemenza e Marianna Licari- avesse "comprato" il sostegno elettorale da Marco Buffa -assistito dall'avvocato Luisa Calamia. Quest'ultimo, petrosileno già noto alle cronache giudiziarie, era stato indicato dagli inquirenti come il "capo decina" della locale famiglia di Cosa Nostra.

Nonostante la gravità delle ipotesi iniziali, il dibattimento ha progressivamente indebolito le tesi della Procura. Già nel secondo grado di giudizio, i giudici avevano ritenuto che non vi fossero prove sufficienti o elementi concreti per sostenere l'esistenza di un accordo di natura mafiosa dietro l'elezione di Michele Buffa. La decisione odierna della Cassazione non fa che validare quel ragionamento, restituendo definitivamente la libertà giuridica ai due imputati e chiudendo una pagina buia per le istituzioni di Petrosino.

Rosalba Pipitone

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