A nemmeno ventiquattr'ore dalla pubblicazione del nostro articolo sul caso del dipendente amministrativo con disabilità dell’ATM di Trapani, appartenente alle categorie protette e privato del telefono aziendale, i consiglieri di opposizione, guidati dall'iniziativa del consigliere Gaspare Gianformaggio, hanno rotto gli indugi presentando un’interrogazione urgente, indirizzata al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale, per fare luce su quella che viene definita una vicenda di estrema gravità istituzionale.
Il documento politico recepisce integralmente le preoccupazioni sollevate dai sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, FAISA CISAL e UGL, ponendo l'accento sulla discrepanza tra la consegna e il successivo brusco ritiro del dispositivo di lavoro. I consiglieri sottolineano come le giustificazioni fornite finora dalla Direzione Generale di ATM appaiano elusive e prive di un’analisi reale sul profilo discriminatorio denunciato. Secondo l'opposizione, la difesa dell'azienda, che lega l'assegnazione del telefono solo a specifici rapporti esterni, non spiega il motivo per cui il dispositivo sia stato tolto proprio e solo al lavoratore con disabilità dopo essere stato già assegnato.
L'interrogazione punta il dito direttamente contro il ruolo di vigilanza del Comune di Trapani, socio unico della società di trasporti. I firmatari chiedono di sapere se il Sindaco fosse a conoscenza della denuncia sindacale già dallo scorso novembre e se siano state richieste relazioni dettagliate agli organi di vertice di ATM. La critica si sposta poi sulla gestione del "controllo analogo", ovvero quel potere di direzione che il Comune deve esercitare sulle proprie partecipate per garantire che i principi di dignità e parità di trattamento siano rispettati.
Tra i quesiti posti all’Amministrazione emerge la richiesta di avviare verifiche ispettive o audit interni per accertare le responsabilità di una gestione che, a distanza di mesi, resta bloccata in una fase di stallo ufficioso. L'opposizione chiede inoltre se non sia il caso di riferire formalmente la vicenda in Consiglio Comunale e nelle commissioni competenti, al fine di garantire la massima trasparenza davanti alla cittadinanza su un caso che ha ormai superato i confini delle mura aziendali.
L'Amministrazione comunale, è così chiamata a rispondere non solo sui fatti tecnici legati a uno strumento di lavoro, ma sul rispetto dei valori di inclusione che dovrebbero essere alla base di ogni ente a partecipazione pubblica.